L’incendio a Uras ha distrutto anche il sagrato della chiesa di Sant’Isidoro nella borgata Etfas
15 Luglio 2026
Era diventato negli ultimi anni un punto di ritrovo e riscoperta

La chiesa di Sant'Isidoro a Uras - Foto di Ivo Vacca
Uras
Era diventato negli ultimi anni un punto di ritrovo e riscoperta
La settimana scorsa, l’incendio che ha colpito la comunità di Uras, ha circondato e danneggiato l’area della chiesa di Sant’Isidoro, nella borgata Etfas. L’edificio era già da tempo in stato di abbandono e inagibile al suo interno per ragioni di sicurezza. Tuttavia, il suo sagrato era diventato un importante punto di aggregazione per gli abitanti, oltre che un simbolo del recupero delle radici storiche locali.
“La borgata sorge in un territorio legato all’Etfas (Ente per la Trasformazione Fondiaria e Agraria in Sardegna), istituito nel 1951 per attuare la riforma agraria attraverso la bonifica e l’assegnazione di poderi ai contadini. Storicamente, la borgata costituiva una realtà a sé, caratterizzata da strade bianche, spostamenti in bicicletta o in motorino, dal ponte soggetto ad allagamenti e dalla messa del sabato celebrata da don Ireneo”, spiega Ivo Vacca, responsabile della scuola del Popolo di Uras.
“Dopo un lungo periodo di interruzione, quattro anni fa un gruppo di giovani ha deciso di ripristinare la festa di Sant’Isidoro. L’evento, riproposto per tre anni consecutivi, è gestito dall’associazione agroculturale Sant’Isidoro in collaborazione con diverse realtà del paese, tra cui il comitato di Santa Maria Maddalena, il gruppo Sant’Antonio e l’associazione Arrogapignoi”, conclude Vacca.
Mercoledì, 15 luglio 2026