Carlo Sechi, porte aperte in teatro per immaginare ancora
7 Febbraio 2026
Si lavora a uno spettacolo corale che ad Arborea unirà tradizione sarda e cultura veneta

Carlo Sechi
Arborea
Si lavora a uno spettacolo corale che ad Arborea unirà tradizione sarda e cultura veneta
C’è una porta che si apre ogni venerdì pomeriggio ad Arborea. È quella del teatro parrocchiale, messo a disposizione da Don Silvio, e quando varca quella soglia Carlo Sechi porta con sé qualcosa di più prezioso di copioni o costumi: porta la convinzione che l’immaginazione sia un diritto dell’infanzia, un territorio da coltivare con cura.
Carlo insegna alla scuola dell’infanzia del Comprensivo Marrubiu – Arborea, dove ogni giorno lavora con i più piccoli. Ma il suo impegno educativo non si ferma alle aule scolastiche. Come maestro di teatro del gruppo organizzato dalla Pro Loco di Arborea, e già direttore fondatore della compagnia Kainothomia delle Ombre APS, ha fatto del palcoscenico un’estensione naturale della sua vocazione pedagogica.
Il percorso che lo ha portato fin qui è iniziato tra i banchi del Liceo Classico De Castro di Oristano, dove ha studiato i classici e scoperto il potere delle storie. Ma è stata una scelta di cuore a orientare definitivamente la sua strada: dedicare la vita ai bambini, accompagnarli nella scoperta di quella dimensione dell’immaginazione che oggi rischia di essere soffocata dagli schermi e dalla fretta.
«Il teatro è fondamentale nell’età infantile», spiega Carlo Sechi con la passione di chi ha trovato il proprio posto nel mondo. «Non solo perché rafforza in loro competenze relazionali, migliorando nel controllo del sé e della gestione delle emozioni, ma perché aiuta i bambini a credere nel potere del racconto e dell’immaginazione». È una magia che si ricrea puntualmente ogni venerdì pomeriggio, quando i locali del teatro parrocchiale si animano delle voci dei bambini che partecipano al laboratorio. Un’attività nata grazie all’incontro con la Pro Loco di Arborea, che ha scelto di investire sui propri giovani offrendo loro la possibilità di vivere questo momento di gioco e crescita.
Il frutto di questo lavoro si vedrà durante la Sagra della Polenta, quando andrà in scena uno spettacolo corale, scritto insieme alla Commissione Cultura della Pro Loco. Un’opera che unirà la tradizione sarda delle Janas con la cultura veneta, un ponte tra mondi che racconta anche l’identità composita di Arborea.

Ma Carlo Sechi non si ferma al lavoro con i bambini. Da molti anni porta avanti la compagnia teatrale Kainothomia delle Ombre APS. «Sono molto orgoglioso di questa attività, che mi offre l’occasione di cimentarmi in sfide sempre nuove», racconta. Ieri, ad esempio, la compagnia ha messo in scena “Un canto da Ragnarmark”, una cena con delitto medievale organizzata nel Castro Giudicale “Su Castellanu”. Un viaggio nel tempo all’età dei re e dei castelli, dove il pubblico non è stato semplice spettatore ma parte attiva di una storia che si dipana tra portate e colpi di scena.
In fondo, che sia con i bambini del laboratorio o con gli adulti che partecipano agli spettacoli della compagnia, Carlo Sechi fa sempre la stessa cosa: apre porte. Porte verso mondi possibili, verso epoche lontane, verso quella parte di noi che sa ancora meravigliarsi. E in un’epoca che corre veloce, forse non c’è mestiere più importante di questo: custodire e trasmettere la capacità di immaginare. [ Francesca Trebino ]
Sabato, 7 febbraio 2026