Dimissioni consiglieri a Uras, i Riformatori: “Necessario ridare la parola ai cittadini”
2 Marzo 2026
Il Coordinamento provinciale del partito: "Forte preoccupazione per la situazione istituzionale del Comune"

Il Comune di Uras
Uras
Il Coordinamento provinciale del partito: “Forte preoccupazione per la situazione istituzionale del Comune”
“È necessario restituire la parola ai cittadini”. Il Coordinamento provinciale dei Riformatori è intervenuto sulle dimissioni di sette consiglieri comunali dalla maggioranza e dalla minoranza nei mesi scorsi.
“Esprimiamo forte preoccupazione per la situazione istituzionale venutasi a creare nel Comune di Uras”, si legge nella nota diffusa dalla sezione provinciale del partito. “Al di là delle valutazioni giuridiche, che spettano agli organi competenti e le cui decisioni vanno naturalmente rispettate, resta un dato politico evidente: quando la metà più uno dei consiglieri rassegna le dimissioni, si determina una frattura profonda nel rapporto di rappresentanza tra istituzioni e cittadini”.
“Riteniamo che quanto accaduto abbia messo in discussione i normali princìpi democratici su cui si fonda il funzionamento degli enti locali”, prosegue il Coordinamento. “Il permanere in carica di un Consiglio comunale che non rispecchia più pienamente la volontà espressa dagli elettori, e che opera anche con il supporto di figure tecniche non direttamente scelte dal corpo elettorale, crea un precedente che merita una riflessione seria e responsabile. La ricerca di soluzioni tattiche o di equilibri di convenienza non può prevalere sul rispetto sostanziale della volontà popolare e sulla chiarezza nei confronti dei cittadini”.
Il Coordinamento chiede un passo indietro all’attuale Amministrazione. “Siamo convinti che, in una situazione così delicata, sarebbe stato più opportuno restituire la parola ai cittadini di Uras, consentendo loro di scegliere da chi farsi amministrare in una fase complessa per la comunità”, proseguono i Riformatori della provincia di Oristano. “Uras merita un’amministrazione forte, pienamente legittimata dal voto popolare e capace di operare con chiarezza, stabilità e autorevolezza. In momenti di crisi, la guida politica non può essere sostituita o surrogata da soluzioni tecniche: nei piccoli comuni la rappresentanza diretta e il rapporto fiduciario con gli elettori restano elementi essenziali”.
“In questo contesto riteniamo che la Regione Autonoma della Sardegna avrebbe dovuto esercitare con maggiore tempestività e determinazione le proprie prerogative, evitando che una situazione di evidente criticità istituzionale si prolungasse a discapito della chiarezza democratica e della fiducia dei cittadini”, si conclude nella nota. “Come Riformatori, continueremo a seguire con attenzione l’evolversi della vicenda, nel rispetto delle istituzioni ma con la ferma convinzione che la sovranità appartenga ai cittadini e che sia sempre preferibile affidare a loro le decisioni fondamentali sul futuro della propria comunità”.
Lunedì, 2 marzo 2026