Scuola, a Terralba i docenti delle medie sospendono il servizio nelle attività extracurricolari
17 Ottobre 2026
Presa di posizione per chiedere maggiori tutele. Garantiti solo normale attività didattica e servizi essenziali

Foto d'archivio
Terralba
Presa di posizione per chiedere maggiori tutele. Garantiti solo normale attività didattica e servizi essenziali
Arriva da Terralba una mobilitazione dei docenti delle scuole medie dell’Istituto comprensivo, che chiedono giuste retribuzioni, limitando il loro servizio alle sole attività previste dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) e sospendendo tutte le prestazioni extracurricolari, giudicate non adeguatamente retribuite.
Di seguito la nota completa diffusa dal corpo docente.
La parola d’ordine è restituire dignità professionale ed equità retributiva a noi insegnanti e dire basta al lavoro extra non riconosciuto. Sono queste le ragioni della nostra scelta, sofferta, ma di responsabilità, fatta da noi docenti della Scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo di Terralba.
Per questo, come corpo docente, unito e consapevole del proprio fondamentale ruolo educativo nella formazione delle nuove generazioni, dichiariamo la formale e condivisa decisione di limitarci esclusivamente allo svolgimento delle attività previste dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL). Viene pertanto deliberata la sospensione di tutte le prestazioni extracurricolari e dei progetti aggiuntivi non adeguatamente e dignitosamente retribuiti.
Saranno garantiti i progetti concernenti la continuità, l’orientamento, l’attenzione verso i ragazzi più fragili, i rapporti con i Servizi sociali e la Neuropsichiatria infantile del territorio.
Come docenti esprimiamo il più profondo rammarico e dispiacere per la necessità di dover sospendere percorsi ed esperienze che da sempre arricchiscono la didattica, la crescita e la vita scolastica degli studenti. Tuttavia, è maturata la ferma consapevolezza che continuare a garantire tali attività senza un adeguato riconoscimento economico, ma anche una tutela legale civile e penale strutturale rappresenti una forma di autosfruttamento non più accettabile, che mina la dignità dell’intera categoria e svaluta l’alto profilo della nostra professione.
La nostra scuola secondaria di primo grado rappresenta da anni un autentico fiore all’occhiello del territorio provinciale, distinguendosi per un’offerta formativa ricca, qualificata e profondamente radicata nella comunità.
È infatti caratterizzata da un indirizzo musicale a cui si aggiungono performance corali di elevata qualità che permettono da anni agli alunni di partecipare a prestigiosi concorsi musicali ottenendo eccellenti riconoscimenti.
Da quindici anni l’Istituto prepara gli alunni con i corsi pomeridiani Trinity, offrendo loro l’opportunità di mettersi in gioco direttamente con esaminatori madrelingua inglese. A ciò si aggiunge la scelta strategica dell’insegnamento dello spagnolo come seconda lingua europea, un’opportunità formativa globale e storicamente vicina alla cultura della nostra isola.
Inoltre l’Istituto è un punto di riferimento per l’inclusione e l’accoglienza degli alunni fragili grazie a un’équipe ben strutturata che ha creato un filo diretto permanente con i servizi sociali del comune e il servizio di neuropsichiatria infantile della ASL, accompagnando famiglie e alunni non solo nel percorso scolastico, ma nel loro progetto globale di vita.
L’offerta si completa con percorsi dedicati all’educazione alla salute e alla corretta alimentazione, attività sportive, collaborazioni con gli enti del territorio per la prevenzione dei disagi giovanili e l’organizzazione di uscite sul territorio ed esperienze di viaggio in Sardegna e in Europa, fondamentali per ampliare gli orizzonti culturali e formativi degli studenti e la straordinaria partecipazione ai giochi matematici con risultati di rilievo nazionale.
È però doveroso sottolineare con forza che gran parte di questa straordinaria offerta formativa è stata erogata negli anni unicamente grazie alla buona volontà, alla passione e alla dedizione del corpo docente. Tali attività sono state svolte senza alcun riconoscimento economico o a fronte di esigui compensi forfettari il cui valore non è minimamente paragonabile al lavoro effettivo, all’impegno profuso, alla responsabilità assunta e al tempo sottratto alla vita privata e al riposo dei docenti.
A tal proposito si intende precisare in modo inequivocabile che il presente atto di protesta non nasce da alcuno scontro con la Dirigenza scolastica, con la quale si mantiene un rapporto di profonda stima e collaborazione. Il nostro Dirigente scolastico riconosce la professionalità e il valore del suo corpo docente.
Tuttavia, l’autonomia scolastica non dispone delle dotazioni finanziarie per poter modificare autonomamente uno stato di cose strutturale. È il sistema centrale, Ministero e Governo, che deve responsabilmente cambiare, fornendo le risorse necessarie per retribuire adeguatamente ogni prestazione e restituendo così il doveroso valore economico, sociale e di prestigio alla professione docente.
Infatti garantire un’istruzione di elevata qualità richiede il pieno e formale riconoscimento del valore professionale degli insegnanti. La classe docente è formata da professionisti laureati, abilitati e continuamente impegnati in percorsi di aggiornamento e formazione specialistica.
A fronte di tali requisiti e competenze, gli stipendi dei docenti continuano a registrare un inaccettabile divario rispetto alla media retributiva dei colleghi dell’Unione Europea. Chiediamo con fermezza un piano straordinario di adeguamento salariale che riallinei le nostre retribuzioni agli standard europei, ponendo fine a un impoverimento che dura da decenni.
La quotidianità del lavoro docente è segnata da un carico burocratico e organizzativo crescente che si somma all’attività didattica in aula: La predisposizione dei progetti, la progettazione didattica, la correzione delle verifiche, i consigli di classe e i collegi docenti occupano moltissime ore extrascolastiche. Nonostante questi impegni non viene riconosciuto alcun buono pasto o servizio mensa durante i rientri pomeridiani, a differenza di quanto previsto nel resto della Pubblica Amministrazione.
Durante le uscite e i viaggi d’istruzione in Italia e all’estero, i docenti assumono una responsabilità civile, penale e di vigilanza continua sugli studenti 24 ore su 24. Tale enorme carico di rischio e lavoro senza soluzione di continuità viene svolto a fronte di un riconoscimento monetario nullo o irrisorio e senza alcuna copertura legale gratuita che difenda i docenti dalle crescenti azioni giudiziarie promosse dall’utenza e dalle gravi responsabilità civili e penali connesse all’accompagnamento degli alunni nei viaggi d’istruzione. Come se non bastasse gli insegnanti utilizzano quotidianamente da casa i propri dispositivi (smartphone, computer, stampanti, connessione internet, carta e toner) per preparare le lezioni e gestire il registro elettronico. Risulta incomprensibile che la Carta del Docente vieti l’acquisto di beni di uso primario come smartphone, stampanti e materiali di consumo indispensabili per l’attività lavorativa.
A ciò si aggiunge che l’impoverimento economico della categoria ha condotto a una progressiva perdita di prestigio e riconoscimento sociale. In una società contemporanea che tende a misurare il valore di una professione unicamente in base al reddito, la dequalificazione salariale degli insegnanti produce tre gravi conseguenze:
- I bassi stipendi vengono percepiti, secondo la logica del consumo, come il segnale di uno scarso valore personale;
- Le retribuzioni inadeguate trasmettono agli studenti e alle famiglie il messaggio implicito che lo Stato non considera la scuola una priorità fondamentale;
- La perdita di prestigio sociale incrina l’autorevolezza dei docenti e alimenta una mancanza di collaborazione da parte delle famiglie, minando alla base il patto di corresponsabilità educativa che dovrebbe unire scuola e genitori nell’interesse dei ragazzi.
Noi docenti chiediamo pertanto alle famiglie di comprendere le motivazioni profonde di questa protesta, che nasce dalla necessità di difendere il senso stesso dell’istituzione scolastica.
In sintesi noi insegnanti chiediamo:
- Un equo riconoscimento economico di ogni prestazione aggiuntiva.
- Un piano di allineamento progressivo degli stipendi dei docenti ai livelli medi dell’UE.
- L’istituzione di una copertura legale gratuita che difenda i docenti dalle crescenti azioni giudiziarie promosse dall’utenza e dalle gravi responsabilità civili e penali connesse all’accompagnamento degli alunni nei viaggi d’istruzione.
- Compensi dignitosi e certi per la progettazione, il lavoro burocratico, le uscite didattiche e le riunioni pomeridiane.
- Un’indennità di trasferta e di custodia per la vigilanza H24 durante i viaggi d’istruzione.
- Riconoscimento del buono pasto per tutte le giornate caratterizzate da rientri o riunioni pomeridiane prolungate.
- Revisione della Carta del Docente per acquistare dispositivi e materiali di consumo (smartphone, stampanti, toner, carta) indispensabili per l’attività didattica.
- Ripristino di una vera collaborazione basata sul rispetto reciproco e sul riconoscimento della professionalità docente all’interno del patto di corresponsabilità.
Non si tratta di una protesta contro la scuola o contro gli studenti, ma di una battaglia di civiltà per la dignità del lavoro e per garantire una Scuola Pubblica veramente qualificata, autorevole e rispettata.
Sabato, 17 ottobre 2026