Contributi della Regione all’agricoltura. Cera (FdI):”Il 94% delle imprese della provincia di Oristano escluso”
7 Agosto 2026
"Oltre la metà dei fondi alla provincia di Nuoro". Chiesti correttivi e un rifinanziamento

Emanuele Cera
Oristano
“Oltre la metà dei fondi alla provincia di Nuoro”. Chiesti correttivi e un rifinanziamento
“Se questi dati saranno confermati, ci troviamo di fronte ad uno dei più gravi squilibri territoriali mai registrati nella distribuzione delle risorse pubbliche destinate all’agricoltura sarda. Migliaia di imprese rischiano di essere sacrificate e un territorio strategico per l’economia agricola regionale, come è l’oristanese, viene clamorosamente penalizzato”.
È un durissimo atto di denuncia quello depositato oggi dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Emanuele Cera, primo firmatario dell’interrogazione urgente sottoscritta dall’intero gruppo consiliare FDI, con la quale si chiede alla Presidente della Regione e all’Assessore regionale dell’Agricoltura di fare immediata chiarezza sulla graduatoria provvisoria del bando SRD01 del Complemento regionale per lo sviluppo rurale 2023-2027, che finanzia gli investimenti produttivi per la competitività delle aziende agricole.
Secondo Cera l’analisi della graduatoria provvisoria restituisce un quadro che, se confermato, appare estremamente preoccupante. Su 3.194 domande presentate, risulterebbero finanziabili appena 315 aziende, mentre 2.879 imprese agricole, pari a circa il 90 per cento delle richieste, rimarrebbero escluse esclusivamente per insufficienza delle risorse disponibili.
Ma è soprattutto la distribuzione territoriale dei finanziamenti , ad avviso del consigliere Cera, ad alimentare forti perplessità: secondo i dati elaborati sulla graduatoria provvisoria, quasi una domanda finanziata su due si concentrerebbe nel Nuorese, che assorbirebbe oltre il 46 per cento delle pratiche ammesse, mentre Nuorese e Ogliastra insieme supererebbero il 54 per cento dei beneficiari complessivi.
All’estremo opposto si collocherebbe invece l’Oristanese, storicamente considerato uno dei territori a più elevata vocazione agricola della Sardegna, con un dato ancora più allarmante: il 94 per cento delle imprese agricole richiedenti rimarrebbe escluso, con appena una domanda finanziata ogni sedici presentate.
“Non stiamo parlando di semplici numeri – dichiara Emanuele Cera – ma del futuro di centinaia di aziende agricole, di famiglie e di un territorio che rappresenta uno dei principali motori produttivi dell’agricoltura sarda. Se queste percentuali saranno confermate, qualcuno dovrà spiegare come sia stato possibile relegare proprio la provincia più agricola della Sardegna all’ultimo posto nella distribuzione delle opportunità di investimento.”
I consiglieri di Fratelli d’Italia sostengono che il risultato della graduatoria rappresenterebbe soltanto l’epilogo di un procedimento che, fin dalla predisposizione del bando, avrebbe evidenziato numerose criticità.
“Secondo quanto segnalato da professionisti, tecnici e operatori del comparto agricolo, le categorie professionali maggiormente coinvolte nella predisposizione delle domande”, si legge in una nota diffusa dal consigliere Emanuele Cera, “non sarebbero state adeguatamente coinvolte né preventivamente informate sulle concrete modalità operative di attuazione della misura. Una circostanza che, sempre secondo le segnalazioni pervenute, avrebbe determinato diffuse difficoltà interpretative e applicative già nelle prime fasi del procedimento”.
“Ulteriori criticità sarebbero poi emerse con riferimento alle modalità di attribuzione dei punteggi e alla gestione complessiva del bando SRD01. Anche in questo caso, le organizzazioni agricole e le rappresentanze dei liberi professionisti del settore – in particolare dottori agronomi e periti agrari – avrebbero tempestivamente evidenziato anomalie e possibili effetti distorsivi dei criteri adottati, formulando osservazioni, richieste di chiarimento e proposte migliorative che, secondo quanto riferito dagli stessi operatori, sarebbero rimaste prive di adeguato riscontro”.
“Colpisce soprattutto – prosegue Cera – che proprio quei professionisti che quotidianamente rappresentano il principale punto di raccordo tra le aziende agricole e l’Amministrazione regionale non risultino essere stati realmente coinvolti né nella fase di predisposizione del bando né, successivamente, quando sono emerse le prime criticità operative. Ascoltare chi lavora ogni giorno sul campo avrebbe probabilmente consentito di evitare molte delle anomalie che oggi stanno esplodendo con tutta la loro evidenza.”
Per Fratelli d’Italia è quindi indispensabile verificare non soltanto la correttezza formale dell’applicazione dei criteri previsti dal bando, ma anche gli effetti concreti che tali criteri hanno prodotto sulla distribuzione territoriale delle risorse, accertando se abbiano finito per determinare disparità incompatibili con gli obiettivi di equilibrio e coesione che dovrebbero caratterizzare la programmazione dello sviluppo rurale.
Con l’interrogazione urgente il gruppo consiliare chiede pertanto alla Giunta regionale di “avviare un’approfondita verifica tecnico-amministrativa sull’intera graduatoria, di rendere pubblici tutti i dati territoriali relativi alle domande presentate, ammesse, finanziate ed escluse, di verificare l’incidenza dei criteri di selezione sulla formazione della graduatoria e di individuare eventuali correttivi per i futuri bandi”.
Ma soprattutto Fratelli d’Italia chiede “il rifinanziamento immediato della misura SRD01, attraverso il reperimento di ulteriori risorse regionali all’interno della variazione di bilancio, in fase di discussione in Consiglio regionale, affinché possa essere garantito lo scorrimento della graduatoria e sostenuto il maggior numero possibile di aziende agricole risultate ammissibili”.
“Lasciare senza sostegno nove imprese agricole su dieci significa compromettere investimenti, competitività e ricambio generazionale proprio nel settore che dovrebbe rappresentare uno dei pilastri dello sviluppo economico della Sardegna. La Giunta Todde non può limitarsi a prendere atto di questa graduatoria: ha il dovere politico e istituzionale di verificare quanto accaduto, correggere le distorsioni eventualmente emerse e restituire fiducia ad un comparto che oggi si sente profondamente deluso. Fratelli d’Italia continuerà a battersi affinché nessun territorio venga penalizzato e affinché l’accesso alle risorse pubbliche avvenga nel pieno rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità ed equità.”
Venerdì, 7 agosto 2026