3A e Produttori Arborea puntano sulla tecnologia contro gli sprechi
9 Luglio 2026
Protocollo di intesa con Laore, Università di Sassari ed Ecodek nell'ambito del progetto Nitroscan

Arborea
Protocollo di intesa con Laore, Università di Sassari ed Ecodek nell’ambito del progetto Nitroscan
Promuovere un modello di agricoltura e zootecnia sempre più sostenibile, per migliorare la gestione del ciclo dell’azoto e delle risorse idriche attraverso l’innovazione tecnologica. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto da Agenzia Laore Sardegna, 3A Latte Arborea, Cooperativa Produttori Arborea, Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari ed Ecodek.
L’iniziativa dà il via all’implementazione del progetto Nitroscan, che introduce un sistema di monitoraggio basato sulla tecnologia spettroscopica Nir (Near Infrared), capace di misurare con precisione il contenuto di azoto negli effluenti zootecnici. Una conoscenza più accurata della loro composizione consentirà alle aziende di conoscere puntualmente i carichi azotati e programmare una fertilizzazione organica più efficiente, migliorando la gestione agronomica, riducendo gli sprechi di nutrienti e contribuendo alla tutela delle risorse idriche e dell’ambiente.
“Questo protocollo interpreta pienamente la missione di Laore di trasformare ricerca e innovazione in strumenti concreti per le imprese agricole”, ha dichiarato la direttrice generale di Laore, Maria Ibba. “La sostenibilità passa anche dall’impiego di tecnologie che consentono decisioni più precise e basate su dati reali. Attraverso il nostro laboratorio accreditato e le competenze dei tecnici supportiamo le aziende per una gestione più efficiente e sostenibile degli effluenti zootecnici, a beneficio della competitività del comparto e della tutela dell’ambiente”.
Il progetto interessa uno dei territori a più alta vocazione lattiero-casearia della Sardegna. Nel comprensorio di Arborea operano infatti circa 110 allevamenti, con un patrimonio di oltre 30.000 bovine da latte e circa 5.000 bovini da carne. L’area comprende la Zona vulnerabile ai nitrati (Zvn), istituita nel 2005 e oggi estesa per circa 6.200 ettari. Tuttavia, molte aziende agricole conducono anche terreni situati al di fuori della zona vulnerabile, ampliando così la portata territoriale delle ricadute positive del progetto.
Oggi i Piani di utilizzazione agronomica (Pua) sono elaborati sulla base di valori tabellari stimati per la quantificazione del contenuto di nutrienti, in particolare dell’azoto, negli effluenti. Un approccio che non sempre riesce a rappresentare la variabilità reale delle produzioni aziendali e delle diverse modalità di allevamento. Il progetto Nitroscan punta a superare questo limite grazie all’utilizzo della spettroscopia Near Infrared, che consentirà di conoscere il contenuto effettivo di azoto degli effluenti destinati allo spandimento, rendendo possibile una concimazione organica realmente “su misura”, calibrata sulle caratteristiche di ogni azienda e adattabile anche alle condizioni climatiche stagionali.
Il progetto di cui è coordinatore per l’Agenzia Laore Alberto Manca, responsabile dell’Unità Organizzativa Supporto alla gestione sostenibile delle aziende zootecniche e ittiche, arriva a questa fase dopo avere concluso positivamente una prima sperimentazione che ha consentito la validazione scientifica della metodologia alla base del sistema.
“Da oltre vent’anni”, dichiara Alberto Manca, “i parametri usati per valutare gli effluenti non rappresentano con sufficiente precisione e tempestività le loro reali caratteristiche. Il progetto mira a introdurre la tecnologia Nir per ottenere analisi rapide del fertilizzante in prossimità dell’impiego in campo. La soluzione proposta consentirà una significativa riduzione dei costi grazie all’utilizzo di strumentazione portatile in azienda. L’affidabilità dei risultati sarà garantita da curve di calibrazione costantemente aggiornate e confrontabili con i metodi ufficiali di laboratorio”.
La tecnologia Nir è già utilizzata con successo nel laboratorio accreditato Accredia dell’Agenzia Laore di Nuraxinieddu, punto di riferimento regionale per le analisi del comparto lattiero-caseario. È basata sull’assorbimento delle radiazioni elettromagnetiche da parte dei campioni analizzati, consente determinazioni rapide, accurate e altamente affidabili dei principali parametri compositivi. L’applicazione di questa metodologia agli effluenti zootecnici permetterà di aggiornare i Piani di Utilizzazione Agronomica sulla base di dati misurati e non stimati, migliorando l’efficienza nell’uso dei nutrienti e rafforzando la sostenibilità ambientale delle produzioni.
“L’analisi Nir dei liquami e letami”, ha evidenziato il docente del Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, Alberto Atzori, “consentirà di eseguire un calcolo preciso e stagionale dei carichi azotati delle singole stalle e conoscere la composizione chimica degli effluenti per favorire l’applicazione delle buone pratiche agronomiche. Un passo fondamentale per considerare i liquami una risorsa di elevato valore agronomico piuttosto che un residuo da smaltire, per ridurre i rischi di contaminazione delle acque di falda e per tutelare la sostenibilità della zootecnia e del territorio”.
Il protocollo definisce un percorso di collaborazione che unisce e mette a sistema competenze scientifiche, capacità tecniche e conoscenza del territorio e non comporta nuovi o maggiori oneri economici. L’Agenzia Laore, attraverso il Laboratorio analisi di Nuraxinieddu e il Servizio Sviluppo delle filiere zootecniche e benessere animale metterà a disposizione le proprie competenze tecniche per sviluppare e validare la metodologia analitica e affiancare le aziende durante la sperimentazione. L’Università di Sassari garantirà il supporto scientifico all’intero progetto. 3A Latte Arborea e la Cooperativa Produttori Arborea collaboreranno alle attività di campionamento e al coinvolgimento delle aziende zootecniche, favorendo il trasferimento dell’innovazione direttamente nelle imprese. Ecodek metterà, invece, a disposizione il proprio impianto di biodigestione per estendere il monitoraggio agli effluenti conferiti e al digestato, contribuendo a costruire un quadro ancora più completo della gestione dei nutrienti.

Per Remigio Sequi, Presidente 3A Latte Arborea, “la qualità del latte nasce anche dalla sostenibilità delle aziende che lo producono. Con Nitroscan vogliamo accompagnare i nostri allevatori nell’adozione di strumenti innovativi che consentano di gestire i sottoprodotti zootecnici in modo sempre più efficiente e basato su dati oggettivi. Per una cooperativa, innovazione significa trasformare la ricerca in opportunità concrete per i soci e contribuire, al tempo stesso, alla tutela dell’ambiente e alla competitività della filiera lattiero-casearia”.
“La Produttori Arborea”, ha sottolineato il presidente della Cooperativa Walter Mureddu, “è da sempre impegnata nel promuovere un sistema produttivo che coniuga innovazione, efficienza e sostenibilità, accompagnando i propri soci nell’adozione di strumenti e pratiche sempre più avanzati. Il progetto Nitroscan rappresenta un ulteriore passo in questa direzione, perché mette a disposizione dei nostri associati uno strumento innovativo che consentirà di gestire gli effluenti zootecnici con maggiore precisione, valorizzandoli come una risorsa e ottimizzandone l’impiego agronomico. È attraverso la collaborazione tra mondo della ricerca, istituzioni e sistema cooperativo che possiamo trasferire innovazione nelle aziende, rafforzando la competitività delle imprese agricole del territorio e contribuendo concretamente alla tutela delle risorse naturali”.
“Ecodek”, ha detto l’amministratore unico della società, Giovanni Cosmi, “è nata con l’obiettivo è produrre Biogas da fonti rinnovabili. Dalla sua nascita si è posizionata a fianco degli allevatori di Arborea, consorziandosi con loro per il tramite della Cooperativa Produttori e garantendo un importante supporto per la gestione delle eccedenze aziendali di effluente zootecnico che, una volta sfruttate dal punto di vista energetico, vengono destinate a aree esterne alla Zvn a favore di altri imprenditori agricoli. In quest’ottica di sinergia tra i diversi stakeholder locali siamo entusiasti di collaborare alla riuscita di questo progetto di evidente valenza ambientale”.
Questa iniziativa potrà rappresentare una azione rafforzativa delle misure inserite nel Programma di azione della Zvn di Arborea, anche alla luce della procedura di infrazione aperta dalla Commissione europea contro l’Italia per la violazione della Direttiva europea sui Nitrati.
Il protocollo e il progetto Nitroscan rappresentano un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni, ricerca e sistema produttivo. Il comprensorio di Arborea diventa in questo modo un laboratorio di innovazione per la gestione sostenibile degli effluenti zootecnici, capace di coniugare ricerca, trasferimento tecnologico e applicazione concreta nelle aziende agricole, riducendo l’impatto ambientale e contribuendo alla competitività di una delle più importanti realtà lattiero-casearie della Sardegna. Un’iniziativa replicabile anche in altri contesti regionali caratterizzati da un’elevata concentrazione di allevamenti, contribuendo agli obiettivi europei di sostenibilità, economia circolare e tutela della qualità delle acque.
Giovedì, 9 luglio 2026