Musica, inclusione e comunità: l’Istituto comprensivo di Terralba premiato da Indire
30 Maggio 2026
Il progetto del docente Dante Muscas, modello di buona pratica didattica nazionale

Terralba
Il progetto del docente Dante Muscas, modello di buona pratica didattica nazionale
Dalla classe al coro, dalla scuola a modello nazionale. A Terralba la musica diventa strumento di inclusione, crescita e comunità grazie al progetto “La mia Classe è un Coro – 9 Classi, 9 Cori”, ideato dal docente di musica Dante Muscas dell’Istituto Comprensivo di Terralba e riconosciuto da Indire come buona pratica didattica nazionale.
Un’esperienza nata tra i banchi di scuola e trasformata in un percorso educativo innovativo, capace di coinvolgere studenti, insegnanti e famiglie attraverso il linguaggio universale del canto corale.
“Non è un semplice progetto”, ha dichiarato Dante Muscas, “è un modello replicabile anche in altre scuole italiane”.
Il progetto ha trasformato nove classi in altrettanti cori scolastici, dimostrando come la musica possa diventare uno strumento concreto di inclusione, crescita personale e innovazione didattica. Un risultato significativo che valorizza un’esperienza destinata a diventare un modello replicabile anche in altre scuole italiane.
L’iniziativa punta a sviluppare negli studenti la consapevolezza vocale, l’orecchio armonico e le competenze musicali attraverso un approccio laboratoriale e cooperativo. Tra gli obiettivi principali c’è il corretto utilizzo della respirazione e dell’intonazione, il potenziamento dell’ascolto attivo e la capacità di lavorare in gruppo nel rispetto dei tempi e delle dinamiche musicali.
La proposta nasce dall’esigenza di trasformare il gruppo-classe in un contesto cooperativo, utilizzando il canto come mediatore comunicativo universale. Particolare attenzione è stata poi dedicata all’inclusione scolastica.
Il coro viene concepito come una metafora di cittadinanza, nella quale ogni studente contribuisce al risultato collettivo, rafforzando autostima, senso di appartenenza e relazioni positive all’interno della classe. Il progetto si è rivelato particolarmente efficace anche per gli alunni con dsa, bisogni educativi speciali e background migratorio, grazie all’utilizzo del canto come linguaggio universale capace di superare barriere linguistiche e cognitive.
L’attività si è articolata in tre momenti: setting e warm-up e quindi esercizi di postura e respirazione diaframmatica, talvolta abbinati alla Body Percussion per coordinare ritmo e corpo; apprendimento analogico, ovvero lo studio del repertorio tramite ascolto e imitazione, riducendo il carico cognitivo della lettura dello spartito per favorire l’inclusione dei dsa. E infine l’esecuzione corale: pratica a due o più voci con accompagnamento strumentale.
Un elemento innovativo è rappresentato dal peer tutoring: gli studenti più esperti guidano i compagni nelle diverse sezioni vocali, favorendo collaborazione e responsabilizzazione.
Fondamentale anche il lavoro di squadra tra il docente di musica e gli insegnanti di sostegno, impegnati nella costruzione di percorsi accessibili e calibrati sulle esigenze degli alunni. Per garantire la piena partecipazione sono stati predisposti testi facilitati, arrangiamenti flessibili e strumenti di mediazione non verbale.
Dal punto di vista educativo, il progetto ha prodotto un netto miglioramento del clima relazionale e della capacità di ascolto reciproco all’interno delle classi. Le iniziali differenze nei livelli di preparazione sono state superate attraverso una distribuzione flessibile delle parti musicali, permettendo a ogni studente di trovare il proprio spazio e contribuire al successo del gruppo.
e prove si svolgono in un ambiente organizzato a semicerchio per favorire il contatto visivo e la coordinazione tra gli alunni, con il supporto di pianoforte, strumenti ritmici, registrazioni audio e sussidi visivi dedicati agli studenti con dsa.
Importante anche il rapporto con il territorio: saggi aperti alle famiglie e collaborazioni con realtà locali hanno rafforzato il legame tra scuola e comunità, facendo del coro un’esperienza condivisa oltre i confini dell’aula.
Il riconoscimento di Indire rappresenta un’importante conferma della qualità del lavoro svolto. Attraverso il portale “Musica a scuola”, l’Istituto nazionale promuove infatti le migliori esperienze italiane di didattica musicale laboratoriale, valorizzando pratiche innovative capaci di coniugare apprendimento, inclusione e partecipazione.
Sabato, 30 maggio 2026