Comune di Uras: la Regione avvia il procedimento per lo scioglimento del Consiglio
15 Maggio 2026
Il commento dell'assessore degli Enti locali Spanedda dopo la sentenza del Consiglio di Stato

Il municipio di Uras
Uras
Il commento dell’assessore degli Enti locali Spanedda dopo la sentenza del Consiglio di Stato
“L’obiettivo della Regione è garantire il corretto funzionamento della macchina amministrativa e i servizi alla comunità interessata, agendo in coerenza con un percorso istituzionale che ha sempre messo al centro il rispetto delle regole e degli organi democraticamente eletti”, Sono le parole dell’assessore degli Enti locali Francesco Spanedda, che ha annunciato l’avvio delle procedute per l’adempimento di tutti gli atti a seguito della notifica del Consiglio di Stato sullo scioglimento del Consiglio comunale di Uras e il conseguente arrivo del commissario.
La sentenza è stata pubblicata il 12 maggio dalla Terza Sezione e accoglie il ricorso di sei consiglieri dimissionari sull’annullamento della delibera del Comune dell’ottobre scorso, che aveva provveduto alla surroga di uno dei sette dimissionari.
La vicenda era infatti partita il 30 settembre scorso, dopo le dimissioni di sette consiglieri su dodici. Dimissioni che, secondo quanto riportato dalla Regione Sardegna, “nella comunicazione del Segretario comunale, garante della legittimità degli atti dell’Amministrazione, non avrebbero avuto l’unitarietà d’intenti richiesta per procedere allo scioglimento del Consiglio”.
L’Assessorato avrebbe dunque aperto un’ordinaria istruttoria tecnica per valutare i complessi profili giurisprudenziali del caso, ma la Regione afferma che “il Comune di Uras, in data 14 ottobre 2025, aveva adottato, in piena autonomia, una delibera per la surroga di uno dei consiglieri dimessi, così da ripristinare la funzionalità amministrativa”.
Un provvedimento che aveva portato al ricorso al Tar presentato da sei dei sette consiglieri dimissionari, che ne avevano contestato la legittimità, e giudicato poi inammissibile, tanto da spingerli a rivolgersi al Consiglio di Stato.
“In virtù della Legge Regionale n. 2 del 2016”, spiega in proposito l’assessore Spanedda, “la Regione non può esercitare controlli di legittimità sugli atti dei Comuni, secondo il principio costituzionale per cui ogni ente è responsabile dei propri atti. Pertanto, una volta adottata la delibera consiliare, l’istruttoria regionale è rimasta sospesa in attesa che la controversia fosse risolta nelle sedi competenti. L’azione della Regione è sempre guidata dalla consapevolezza che lo scioglimento di un Consiglio eletto sia un fatto importante che richiede, in un caso come questo, equilibrio ed estrema attenzione al quadro giuridico”.
La Regione afferma che di questa corretta azione amministrativa ne darebbe atto lo stesso Consiglio di Stato, nella parte della sentenza in cui sottolinea che non è possibile muovere nessuna censura nei confronti della Regione, in quanto l’istruttoria è stata interrotta dall’adozione della delibera di Consiglio comunale che ha reso giuridicamente impossibile l’esercizio del potere regionale.
La vicenda è risultata sin da subito complicata: una dimostrazione, secondo la Regione, sarebbe il fatto che in prima istanza il TAR Sardegna, respingendo il ricorso dei consiglieri dimissionari, si era orientato verso il mantenimento della funzionalità dell’Ente, mentre la sentenza definitiva del Consiglio di Stato, annullando la deliberazione del Consiglio comunale del 14 ottobre, ha fornito la base giuridica necessaria per procedere allo scioglimento del Consiglio e al commissariamento dell’Ente.
“Dalla notifica della sentenza”, sottolinea Spanedda, “i nostri uffici si sono messi al lavoro per compiere tempestivamente tutti gli atti conseguenti. Abbiamo sempre agito a vantaggio della comunità di Uras, con i tempi necessari che la rilevanza e la complessità degli interessi coinvolti hanno sempre richiesto, con l’unico scopo di garantire l’efficacia e la legittimità del governo locale”.
Venerdì, 15 maggio 2026