Comune di Uras commissariato: “Se si fosse intervenuti prima, elezioni già quest’anno”. Regione e Prefettura sott’accusa
29 Maggio 2026
Intervento della prima dei non eletti della lista "Uniti e Forti per Uras", Maria Laura Dessì: "Le spese legali non siano a carico dei cittadini"
Il comune di Uras
Uras
Intervento della prima dei non eletti della lista “Uniti e Forti per Uras”, Maria Laura Dessì: “Le spese legali non siano a carico dei cittadini”
Pubblichiamo di seguito l’intervento di Maria Laura Dessì, prima dei non eletti della lista civica “Uniti e Forti per Uras”, sulla vicenda che ha portato allo scioglimento del Consiglio comunale di Uras. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato e il commissariamento del Comune, ha inviato una nota a Regione e Prefettura di Oristano.
In qualità di prima dei non eletti della lista civica “Uniti e Forti per Uras”, intendo sottoporre alla cortese attenzione dei rappresentanti delle istituzioni una serie di considerazioni sulla recente e complessa vicenda amministrativa che ha interessato il nostro Comune.
La recente sentenza del Consiglio di Stato dello scorso 12 maggio 2026 ha finalmente messo la parola fine a una deriva istituzionale non più sostenibile.
La magistratura amministrativa ha confermato l’insussistenza del numero legale a seguito delle dimissioni in blocco della maggioranza dei consiglieri, annullando di fatto la successiva delibera di surroga del 14 ottobre 2025 e decretando la necessità di sciogliere l’ente. In data 22 maggio 2026, la Giunta regionale ha poi decretato lo scioglimento formale del Consiglio e la nomina del commissario straordinario Giovanni Basolu, a cui vanno i migliori auguri di buon lavoro.
Tuttavia, si avverte una profonda nota di amarezza che non si può tacere. Le palesi anomalie e le irregolarità procedurali che la giustizia ha accertato solo ora, le avevamo viste, documentate e segnalate con estrema tempestività sia alla Prefettura di Oristano sia all’Assessorato Regionale degli Enti Locali.
Purtroppo, quelle accorate segnalazioni non sono state prese nella dovuta considerazione al momento e nessun controllo ispettivo immediato è stato attivato quando avrebbe potuto fare la differenza. Se le autorità preposte alla vigilanza fossero intervenute subito a seguito delle prime denunce, la comunità di Uras sarebbe potuta andare al voto nella tornata elettorale di quest’anno, restituendo subito la parola agli elettori. Oggi, invece, a causa di questo iniziale silenzio burocratico, i cittadini si trovano penalizzati e condannati a subire un lunghissimo periodo di gestione commissariale provvisoria.
Per queste ragioni, sento il dovere di chiedere pubblicamente quali siano state le motivazioni tecnico-giuridiche che hanno indotto la Prefettura e la Regione a non avviare immediati accertamenti al momento delle segnalazioni, attendendo l’esito dei vari gradi di giudizio. Allo stesso tempo, appare necessario fare chiarezza sulla vigilanza interna del Segretario Comunale, figura istituzionalmente preposta per legge a garantire l’assistenza giuridico-amministrativa e la conformità degli atti agli ordinamenti.
Ci si chiede se siano state esperite tutte le dovute attività di controllo interne volte a prevenire l’adozione di provvedimenti poi dichiarati palesemente illegittimi, permettendo a un’amministrazione priva di potere di continuare a deliberare e a impegnare risorse pubbliche. Infine, esprimo una forte preoccupazione per la tutela erariale dell’ente.
Ci si augura che venga fatta una verifica rigorosa affinché le ingenti spese legali sostenute dal sindaco e dalla Giunta uscente per resistere in giudizio e difendere scelte illegittime non vengano poste a carico del bilancio comunale.
Non sarebbe corretto che a pagare i costi di questa prolungata e indebita sopravvivenza politica siano i cittadini di Uras; motivo per cui la nota viene estesa, per opportuna conoscenza, anche alla Procura della Corte dei Conti.
La comunità di Uras ha il diritto di essere tutelata dallo Stato il quale è tenuto a garantire il rispetto tempestivo della legalità, l’inerzia non deve prevalere sui diritti democratici dei cittadini.
Venerdì, 29 maggio 2026