Tenere vivo il paese attraverso tradizione e cultura: la Pro loco Arcidanese in campo con tanti appuntamenti
21 Aprile 2026
I volontari pronti a portare avanti la loro missione per il paese, tra incontri e convivialità

La Pro loco Arcidanese - Foto di Andrea Foddai
San Nicolò d’Arcidano
I volontari pronti a portare avanti la loro missione per il paese, tra incontri e convivialità
Mantenere vivo il paese attraverso le sue tradizioni e la promozione culturale. È l’impegno che muove i volontari della Pro loco Arcidanese, che anche quest’anno propone un ricco calendario di eventi che puntano a tenere sempre più unita comunità di San Nicolò d’Arcidano.
“Per il 2026 confermiamo essenzialmente le attività del 2025”, ha commentato il presidente dell’associazione Mauro Loru. “Nei primi mesi dell’anno ci siamo dedicati a iniziative culturali: in collaborazione con la Biblioteca Gramsciana, a febbraio abbiamo organizzato un incontro con il giovane Ibrahima Lo, che ha ripercorso – anche alla presenza degli studenti – il suo viaggio dal Senegal all’Italia, approfondendo l’aspetto dei costi affrontati dai migranti e le difficoltà nel paese d’arrivo. Nonostante appuntamenti come questi non diano particolare risalto alle tradizioni del paese, ricoprono un ruolo molto importante dal punto di vista culturale e della spinta all’integrazione e all’inclusività. Non è mancata la consueta collaborazione con la parrocchia nell’organizzazione dei festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate”.

Spazio poi agli eventi legati alla convivialità e alla tradizione. “Intorno a metà maggio avremo la ciclopedalata in collaborazione con l’Avis, che unirà la voglia di stare insieme alla sensibilizzazione della donazione di sangue: speriamo di attrarre nuove persone pronte a compiere un gesto quanto mai importante con l’avvicinarsi dell’estate e la conseguente carenza”, ha proseguito Loru. “Tra la fine di luglio e gli inizi di agosto in programma la Sagra della Pecora: giunta alla sua 27ª edizione, ormai è un appuntamento consolidato. L’anno scorso è andata davvero molto bene, proponendo una formula che ha puntato alla promozione del patrimonio del paese. Così, anche nel 2026 proporremo le visite guidate al museo etnografico e il tour dei murales. Ne approfitteremo quindi per far conoscere il paese: in effetti, nella scorsa edizione siamo arrivati all’80-90% di persone che provenivano da fuori, attirate sia dal menù con la pecora in cappotto, un piatto sempre molto apprezzato, e dalle iniziative legate alla cultura del territorio”.

“In estate ci concentreremo principalmente sulla Sagra e sulla collaborazione con i comitati per l’organizzazione dei festeggiamenti di Sant’Isidoro a giugno e si San Nicolò a settembre. Si aggiungono poi le collaborazioni con il gruppo folk Arcidanese, sempre molto attivo”, ha aggiunto Loru. “A ottobre tornerà l’ormai tanto atteso evento legato alla figura di Maria Puntaoru, un’appuntamento sentito soprattutto dai più piccoli, che punta a tenere viva la tradizione sarda tra le nuove generazioni. Con l’arrivo del Natale, speriamo di poter organizzare i mercatini natalizi, in un’ottica di proficua collaborazione, ricordando che la forza di ogni comune è l’unione di tutte le realtà operanti sul territorio”.
E se la voglia di fare è tanta, il tasto dolente per la Pro loco è il ricambio generazionale: un problema sempre più sentito dalle associazioni di promozione turistica che operano nei vari centri del territorio. “L’anno scorso contavamo tra i 120 e 130 soci, perciò abbiamo una buona base dalla quale partire”, ha concluso Loru. “Vorremmo però cercare di coinvolgere anche i più giovani: abbiamo provato in tutti modi, ma è difficile specie perché ci rendiamo conto che fare parte di un’associazione comporta un grande impegno. Io stesso ricopro il ruolo di presidente da sei anni, ma sarei dispostissimo a lasciare il testimone a qualcuno di più giovane che voglia scendere in campo. Fortunatamente stiamo notando che qualche persona sui quarant’anni, magari anche con figli, sta iniziando ad avvicinarsi alla Pro loco, collaborando durante gli eventi e dando la propria disponibilità. Dobbiamo ricordare che è importante mantenere vivi i paesi e le loro tradizioni, per consentire alle nuove generazioni di continuare a viverli al meglio e costruire il loro futuro”.
Martedì, 21 aprile 2026