Sanità territoriale, più posti letto a San Gavino con l’ospedale di comunità
9 Aprile 2026
La Giunta regionale punta a potenziare l'assistenza di prossimità

Foto d'archivio
San Gavino Monreale
La Giunta regionale punta a potenziare l’assistenza di prossimità
Più posti letto per il potenziamento della sanità territoriale di prossimità. È l’obiettivo della Giunta regionale che ha approvato l’aggiornamento della programmazione degli ospedali di comunità, individuando San Gavino come centro operativo per il Medio Campidano.
Il piano si inserisce nell’ambito del più ampio riassetto dell’assistenza territoriale previsto dal DM 77 e finanziato attraverso le risorse del PNRR – Missione 6 Salute.
Il provvedimento ridefinisce la distribuzione e il numero dei posti letto nelle strutture intermedie su tutto il territorio regionale, con l’obiettivo di rispondere in modo più efficace ai bisogni di una popolazione caratterizzata da un elevato indice di invecchiamento e da una crescente incidenza di patologie croniche.
“Con questo provvedimento rafforziamo in modo concreto la sanità di prossimità, costruendo una rete territoriale più solida e capace di rispondere ai bisogni reali dei cittadini. Gli ospedali di comunità rappresentano un tassello fondamentale per garantire continuità assistenziale, ridurre i ricoveri impropri e migliorare la qualità delle cure in tutta la Sardegna”, ha dichiarato la Presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde.
In particolare, la nuova programmazione punta a incrementare progressivamente la dotazione di posti letto, superando i target minimi previsti a livello nazionale e arrivando fino a 0,3 posti letto ogni mille abitanti, al fine di garantire una maggiore capacità di presa in carico dei pazienti in fase post-acuta e di decongestionare gli ospedali per acuti.
Il piano aggiorna dunque la localizzazione degli ospedali di comunità su base territoriale, definendo una rete diffusa articolata per tutte le otto Aziende sanitarie locali.
In particolare l’aggiornamento individua per ciascun territorio le sedi operative – spesso all’interno di presidi ospedalieri esistenti o strutture sanitarie riconvertite – e la relativa dotazione di posti letto, con finanziamenti prevalentemente a valere sul PNRR.
La distribuzione coinvolge capillarmente tutta l’isola: nel Centro-Ovest, che comprende le Asl di Oristano e Medio Campidano, figurano Ghilarza, Bosa e San Gavino; nel Nord Sardegna (ASL di Sassari e Gallura) sono previste strutture a Sassari, Ozieri, Ittiri, Olbia, La Maddalena e Tempio Pausania; nelle aree interne (Nuoro e Ogliastra) a Nuoro, Macomer, Sorgono e Lanusei; e nel Sud (Sulcis Iglesiente e Cagliari) a Iglesias, Cagliari, Muravera e Isili.
Il modello prevede sia il riutilizzo di strutture già esistenti – come gli ospedali Binaghi e Marino a Cagliari o il San Camillo a Sassari – sia l’attivazione o il completamento di nuove sedi, alcune delle quali ancora da finanziare, garantendo così una copertura omogenea e prossima ai cittadini anche nelle aree interne e più disagiate.
“Nel complesso, la programmazione definisce una rete territoriale strutturata di posti letto di assistenza intermedia distribuiti sull’intero territorio regionale, con l’obiettivo di rafforzare la presa in carico post-acuta e ridurre la pressione sugli ospedali per acuti”, si legge nella nota della Regione Sardegna. “Viene introdotta pertanto l’attivazione di moduli dedicati alle dimissioni (discharge room) nelle principali aziende ospedaliere, per favorire la continuità assistenziale e ridurre i tempi di permanenza nei reparti”.
L’intervento si inserisce in una strategia complessiva di rafforzamento dell’assistenza territoriale, in integrazione con le Case della comunità e le Centrali Operative Territoriali, con l’obiettivo di migliorare l’appropriatezza dei percorsi di cura e alleggerire la pressione sui Pronto Soccorso e sulle strutture ospedaliere.
La deliberazione sarà ora trasmessa al Consiglio regionale per l’acquisizione del parere della Commissione competente, passaggio previsto dalla normativa vigente, prima dell’approvazione definitiva del provvedimento.
Giovedì, 9 aprile 2026