Riforma Monte pascoli, Cera (FdI): “Solo propaganda. Cooperativa Sa Zeppara di Guspini rischia di finire a soggetti esterni”
19 Marzo 2026
Il consigliere regionale chiede trasparenza, controlli e rispetto delle comunità locali

Il consigliere regionale Emanuele Cera
Cagliari
Il consigliere regionale chiede trasparenza, controlli e rispetto delle comunità locali
“La cooperativa Sa Zeppara di Guspini, che conta circa 1.000 ettari di patrimonio pubblico, rischia di finire fuori dal controllo del territorio, nelle mani di soggetti esterni di cui non si conoscono né identità, né progetti”. È la denuncia del consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Attività produttive Emanuele Cera, che interviene all’indomani dell’annuncio della proposta di una riforma del Monte Pascoli sardo.
“Altro che riforma: a oggi non è stato avviato assolutamente nulla. Solo annunci e tanta propaganda. Nessun atto, nessun percorso, nessuna proposta concreta”, ha commentato Cera. “La Giunta e la sua maggioranza”, attacca Cera, “continuano a raccontare riforme inesistenti mentre sul patrimonio pubblico agricolo regna l’incertezza. È un atteggiamento grave, perché si gioca con il futuro di territori, imprese e lavoratori”.
Cera ricorda che il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha già depositato (3 febbraio 2026) una interrogazione dettagliata (n. 374/A) per ottenere dati chiari su gestione, conti, concessioni e occupazione dei 18.000 ettari di terre pubbliche del Monte Pascoli.
“Noi non facciamo annunci: chiediamo limpidità. E i primi elementi che emergono”, continua il consigliere regionale di FdI, “sono tutt’altro che rassicuranti: due coop, l’Agricola mediterranea di Domusnovas e la Is Truiscus di Teulada, hanno disertato la riunione in piena contestazione nei confronti di Laore, del presidente e della Giunta regionale”.
“Per quanto riguarda la cooperativa Sa Zeppara”, ha proseguito Cera, “avevo invitato il presidente della Commissione a estendere la convocazione dei sindaci e degli amministratori dei comuni coinvolti, anche in considerazione della rilevanza territoriale, economica e sociale della questione, invece sono stati tenuti fuori, come a voler nascondere le questioni alle amministrazioni locali. Se confermato quanto si vocifera su alcune operazioni, sarebbe un fatto gravissimo, che sa di operazione opaca e potenzialmente speculativa”.
“La Giunta”, conclude Emanuele Cera, “dica chiaramente cosa sta accadendo: chi gestisce davvero quei terreni? Con quali titoli? Con quali ricadute per il territorio? Prima di parlare di riforme si faccia chiarezza su ciò che oggi non funziona e si coinvolgano i sindaci e le amministrazioni locali in cui le aziende gravano. Basta slogan: servono trasparenza, controlli e rispetto delle comunità locali e del mondo agricolo. Il patrimonio pubblico non è terra di nessuno”.
Giovedì, 19 marzo 2026