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L’Asl Medio Campidano rilancia: accorciate le liste d’attesa, potenziato il personale

26 Febbraio 2026

Il bilancio dei primi 45 giorni con la nuova direzione generale del dottor Antonio Lorenzo Spano 

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L’Asl Medio Campidano rilancia: accorciate le liste d’attesa, potenziato il personale

Un sopralluogo del direttore Antonio Lorenzo Spano

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Sanluri

Il bilancio dei primi 45 giorni con la nuova direzione generale del dottor Antonio Lorenzo Spano 

Abbattimento delle liste d’attesa; lotta alla carenza di personale, dialogo con le comunità, grandi opere e più servizi per i pazienti. È il bilancio tracciato dalla Asl 6 del Medio Campidano dopo 45 giorni di guida della nuova direzione generale di Antonio Lorenzo Spano, che ha un obiettivo chiaro: costruire basi strutturali solide per la sanità del futuro.

La missione della nuova direzione si è aperta con il completato il proprio assetto, con la nomina di figure di eccellenza come il direttore sanitario Raimondo Pinna e la direttrice amministrativa Sandra Olla.

Si è aggiunta l’istituzione, per la prima volta, della figura del direttore socio-sanitario, affidata a Maria Francesca Ibba, che assume un ruolo cruciale nel coordinare l’integrazione tra cure ospedaliere e servizi sociali, garantendo una presa in carico globale e proattiva dei pazienti direttamente sul territorio.

Antonio Lorenzo Spano - Asl Medio Campidano
Il direttore generale della Asl 6, Antonio Lorenzo Spano

Medicina di prossimità: il nuovo modello organizzativo tra cure primarie e distretto

Parallelamente al consolidamento del management, l’Azienda ha impresso una svolta operativa alla medicina territoriale attraverso la deliberazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali, note come AFT, e l’approvazione del relativo regolamento di funzionamento.

Questo provvedimento recepisce le direttive del nuovo Accordo Integrativo Regionale della Medicina Generale e punta a trasformare radicalmente il rapporto tra medici e distretto. Grazie a questo nuovo modello organizzativo, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta lavoreranno in modo sempre più integrato, garantendo una continuità assistenziale superiore e una gestione più efficiente delle cure primarie.

Parte integrante di questa riorganizzazione è il nuovo accordo vaccinale siglato con i medici di base e i pediatri. L’intesa mira a rendere la prevenzione un servizio capillare e facilmente accessibile, spostando il baricentro delle vaccinazioni dalle strutture centralizzate ai singoli ambulatori del territorio. In questo modo, la Asl Medio Campidano intende rafforzare la medicina di prossimità, riducendo la pressione sugli ospedali e offrendo risposte sanitarie più rapide e vicine ai bisogni reali della popolazione.

Il direttore generale, Antonio Lorenzo Spano, ha sottolineato come “la combinazione tra una direzione strategica completa e l’attivazione delle AFT rappresenti la base per una sanità moderna e umana. L’obiettivo dichiarato è quello di superare la frammentazione dei servizi per offrire ai pazienti un percorso di cura unitario, dove l’integrazione tra l’aspetto sanitario e quello sociale diventi la normalità operativa in tutto il territorio del Medio Campidano”.

Sul piano della medicina territoriale, una fotografia aggiornata all’inizio del 2026 racconta una realtà complessa ma in evoluzione. Presso la ASL Medio Campidano operano attualmente 48 medici di medicina generale, di cui 8 corsisti del Corso di Formazione in Medicina Generale con incarico a tempo determinato e massimale ridotto (800/1000 assistiti).

Restano 36 sedi carenti – dato che comprende anche la continuità assistenziale, trattandosi di ruolo unico con assistenza a ciclo di scelta e a ciclo orario – e circa 11.500 cittadini risultano ancora senza medico di medicina generale. Un quadro che si inserisce nella più ampia e cronica carenza di MMG che interessa la Sardegna e l’intero territorio nazionale, ma che nel Medio Campidano è stato affrontato con una strategia organizzativa mirata, capace di ridurre progressivamente le criticità.

Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, dunque, la Asl Medio Campidano ha dimostrato una capacità concreta di gestione dell’emergenza strutturale legata alla carenza di medici di famiglia e pediatri. Attraverso incarichi provvisori ai corsisti, ampliamento dei massimali, programmazione degli ingressi a tempo indeterminato e utilizzo mirato degli ambulatori straordinari di assistenza primaria, l’obiettivo prioritario è stato quello di tutelare il diritto alla salute dei cittadini, riducendo progressivamente il numero delle persone prive di medico di riferimento e garantendo la continuità delle cure sul territorio.

Progetto gestione liste d’attesa: la sperimentazione abbatte i tempi di 72 giorni

La Asl Medio Campidano ha avviato un progetto operativo innovativo per la gestione delle liste d’attesa, ottenendo risultati significativi nella lotta contro il fenomeno del “no show” (la mancata presentazione dei pazienti agli appuntamenti). Grazie a una gestione proattiva delle agende e a un sistema di recall multicanale, l’Azienda è riuscita a garantire una maggiore equità d’accesso alle cure.

Uno dei problemi principali rilevati era l’alto tasso di disdette dell’ultimo minuto o, peggio, la mancata presentazione senza preavviso (il cosiddetto no show). Per contrastare questo fenomeno, la Asl ha introdotto un doppio promemoria via SMS inviato a 15 e 5 giorni dalla visita. Questo sistema, supportato da un servizio di recall telefonico sia automatico che manuale, invita il cittadino a confermare o disdire per tempo. I numeri parlano chiaro: su oltre 20.000 prestazioni analizzate, il tasso di chi non si presenta senza avvisare è sceso a un fisiologico 2,8%.

La vera innovazione risiede però nella Fase 2, ovvero la gestione proattiva delle disdette. Quando un paziente rinuncia, l’appuntamento non va perso: il sistema lo “congela” e lo mette subito a disposizione degli operatori. Attraverso un algoritmo che seleziona i cittadini con priorità più alta o tempi di attesa più lunghi, la ASL contatta nuovi pazienti per proporre loro di anticipare la visita.

Questi i risultati ottenuti in quasi due mesi: 182 cittadini hanno potuto effettuare la propria prestazione molto prima del previsto. In media, chi ha usufruito del riposizionamento ha guadagnato 72 giorni; per alcune branche, il risparmio di tempo è stato clamoroso: si è arrivati ad anticipare un’ecografia completa dell’addome di 349 giorni e una visita cardiologica o oculistica di oltre 80 giorni.

Il lavoro di squadra tra gli uffici CUP e i tecnici di Sardegna.it ha permesso di gestire una media di 15 disdette al giorno, riallocando immediatamente gli spazi liberati.

Relazioni sindacali e tavoli tecnici per il territorio

Nei primi 30 giorni si è svolto un primo incontro con le organizzazioni sindacali, con la decisione condivisa di attivare tavoli tematici di lavoro e di portare avanti il percorso delle stabilizzazioni. Dopo un secondo incontro con le sigle sindacali si sta deliberando la costituzione dei tavoli tematici per affrontare alcune situazioni che necessitano di regolamenti ed approfondimenti normativi. Avranno la durata di 60 giorni e dovranno proporre regolamenti/proposte sui temi caldi della sanità territoriale.

Il patto con i sindaci: la Conferenza Socio-Sanitaria

Per il direttore generale Antonio Lorenzo Spano, la programmazione sanitaria non può prescindere dal dialogo con gli attori del territorio. A breve si terrà il primo di un ciclo di incontri con la Conferenza Socio-Sanitaria per fare il punto con gli amministratori del territorio e delineare con loro le strategie del futuro.

La scelta di non avviare immediatamente le consultazioni con i sindaci è stata dettata dalla volontà della Direzione di presentarsi al tavolo con risposte e proposte operative già strutturate. In questi primi 45 giorni, gli sforzi si sono concentrati sulla stabilizzazione del sistema nelle sue aree più critiche, a partire dal Pronto Soccorso e dalla gestione del personale d’urgenza.

“Stiamo lavorando per mettere in sicurezza i servizi essenziali”, spiega Spano. “Era fondamentale dare prima solidità alla struttura interna; solo così il confronto con i rappresentanti del territorio può essere realmente costruttivo e basato su fatti, dati e cronoprogrammi certi, anziché su semplici intenzioni”.

Grandi opere e infrastrutture: sbloccare il futuro

Il territorio è attualmente impegnato in una trasformazione strutturale senza precedenti.

Si parte dal nuovo ospedale di San Gavino Monreale. L’azienda ha impresso un’accelerazione approvando i nuovi stati di avanzamento lavori (SAL 18) e aggiornando il cronoprogramma finanziario. Per superare i ritardi, è stata attivata la procedura di accordo bonario con la designazione dei componenti necessari per dirimere le pendenze pregresse.  Si sta lavorando con l’impresa e la direzione lavori per alcune modifiche che riguarderanno l’impostazione del pronto soccorso e delle sale operatorie.

Ci sono poi le Case della Comunità, finanziate dal PNRR. I lavori presso il Poliambulatorio di Sanluri e la Guardia Medica di Lunamatrona sono al 70%. L’obiettivo è concluderli entro la terza settimana di marzo per rispettare la scadenza della piena operatività fissata dal PNRR al 31 marzo 2026.

Si aggiunge la riqualificazione ospedale Nostra Signora di Bonaria. È in fase di approvazione il progetto del nuovo Pronto Soccorso (4 milioni di euro). Parallelamente, è stato trasferito il reparto di Medicina in una sede temporanea per consentire l’avvio di una riqualificazione integrale che prenderà il via la quarta settimana di marzo. Grazie a un finanziamento regionale di 1.150.000 euro, la Medicina avrà presto una “casa” definitiva ancora più bella, moderna e confortevole, progettata secondo i più alti standard assistenziali, confermando l’impegno della Direzione nel trasformare le strutture sanitarie in luoghi di cura d’eccellenza.

Personale: 50 ingressi in 45 giorni e una nuova programmazione triennale

La lotta alla carenza di medici e specialisti è la priorità assoluta. In appena un mese e mezzo, l’Azienda ha già deliberato oltre 50 atti relativi al personale, tra assunzioni a tempo indeterminato (in discipline chiave come Medicina Fisica, Gastroenterologia e Geriatria), stabilizzazioni di OSS e conferimento di sette incarichi di responsabilità per dare guida stabile a reparti strategici come Ortopedia e SPRESAL.

“È fondamentale chiarire che questi 50 interventi rappresentano solo l’inizio, ovvero quanto deliberato in questi primi 45 giorni di gestione” precisa il Direttore Generale Spano. “Non ci fermiamo qui: stiamo già procedendo alla rimodulazione del Piano Triennale del Fabbisogno del Personale 2026/2028. L’obiettivo è rafforzare ulteriormente la dotazione organica sia sul territorio che negli ospedali, per rispondere in modo strutturale alle esigenze dei cittadini”.

Un ambiente di lavoro equo

L’Azienda ha formalizzato il PIAO 2026–2028 per programmare in modo strutturale il fabbisogno di personale e sta attivando il CUG – Comitato Unico di Garanzia, uno strumento finora mai attivato nella Asl, uno strumento fondamentale per migliorare in modo concreto l’organizzazione del lavoro.

Il CUG svolge un ruolo propositivo, consultivo e di verifica: promuove le pari opportunità e la parità sostanziale tra donne e uomini nell’accesso al lavoro, nella formazione e nello sviluppo professionale; lavora sul benessere organizzativo, analizzando e favorendo condizioni che migliorino la qualità della vita lavorativa; previene e contrasta ogni forma di discriminazione diretta o indiretta legata a genere, età, disabilità, orientamento sessuale, origine etnica, lingua o religione; interviene nella prevenzione di mobbing, molestie morali e psicologiche e di ogni forma di violenza sul luogo di lavoro; propone inoltre azioni positive per favorire la conciliazione tra vita privata e lavoro.

Prevenzione e stili di vita: dagli screening ai “Gruppi di Cammino”

L’impegno dell’ASL si estende alla prevenzione primaria e secondaria. In questo campo, per gli screening oncologici sono state rinnovate le convenzioni per la prevenzione del tumore della mammella e rimborsati alle farmacie i kit di screening del colon-retto.

In merito all’Attività Fisica Adattata, è stato conferito un incarico volto all’attivazione dei “Gruppi di Cammino” e all’avvio di programmi di attività fisica su misura per pazienti oncologici, con l’obiettivo di promuovere benessere, movimento sicuro e supporto educativo.

“In questi primi 45 giorni abbiamo avviato un cambio di passo concreto: più personale, cantieri PNRR che avanzano, e una Asl che si assume responsabilità di guida nell’innovazione regionale, con la sperimentazione del progetto operativo innovativo per la gestione delle liste d’attesa. Ma questo è solo l’inizio. Stiamo rimodulando il Piano Triennale del Fabbisogno 2026-2028 per rafforzare in modo strutturale ospedali e territorio, perché la risposta ai bisogni di salute non può essere episodica: deve essere programmata, misurabile e stabile. La sanità del Medio Campidano si costruisce insieme: con i professionisti, con i sindaci e con le comunità. Il nostro impegno è garantire servizi più accessibili, tempi più certi e un’assistenza più vicina alle persone, oggi e negli anni a venire”.

Mercoledì, 26 febbraio 2026

ospite
26 Febbraio 2026

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