Il freddo e il vento non hanno fermato il Carnevale diocesano: coriandoli e divertimento a San Gavino
13 Febbraio 2026
Tanti sorrisi e maschere per una serata in compagnia

Il Carnevale diocesano a San Gavino Monreale
San Gavino Monreale
Tanti sorrisi e maschere per una serata in compagnia
Il freddo e il vento non hanno fermato la voglia di divertimento a San Gavino Monreale, dove ragazzi degli oratori e famiglie si sono ritrovati per il Carnevale diocesano, promosso dalla Pastorale giovanile della Diocesi di Ales-Terralba.
Il pomeriggio si è aperto con la sfilata delle maschere, che si sono poi dirette a Casa Mereu per la grande festa in compagnia, tra sorrisi, coriandoli e tanta voglia di fare festa.
L’evento è ormai molto atteso a San Gavino. “L’esperienza vissuta con il Carnevale diocesano mi ha parlato in modo ancora più autentico”, ha commentato don Emmanuele Deidda, direttore pastorale giovanile e vocazionale diocesi Ales- Terralba. “Dietro una serata ci sono settimane di organizzazione, incontri, collaborazioni e fatiche spesso invisibili. Ma ogni evento passa, resta un momento. E proprio per questo ha bisogno di cammini che continuino, di passi che lo rendano fecondo nel tempo, e in questo cammino ci sono loro: i giovani”.

“Anche nella semplicità di questa esperienza si è colta una bellezza vera: l’entusiasmo dei giovani, la loro disponibilità, la capacità di costruire insieme qualcosa che ha il sapore della famiglia. Una bellezza che non va idealizzata, ma custodita e accompagnata, perché possa crescere nella vita di ogni giorno”, ha aggiunto il direttore. “Da prete, una delle cose più preziose è proprio questa: camminare accanto ai giovani, sapendo che la risposta alla chiamata di Dio non si esaurisce in un evento, ma si costruisce nel tempo, nella fedeltà delle piccole scelte”.

“Viviamo in un tempo che ci spinge a misurarci continuamente, a pensare che il valore stia nei numeri, nei risultati, nel consenso. Ma esperienze come questa ricordano che il valore vero sta nella disponibilità del cuore, nella scelta di esserci, nel desiderio di camminare insieme”, ha concluso don Deidda. “Rimane una profonda gratitudine per quanto vissuto e per la speranza concreta che questi giovani rappresentano. Per la bellezza di una Chiesa viva, che passo dopo passo continua a diventare famiglia”.
Venerdì, 13 febbraio 2026