Consorzio pesca di Marceddì: “Calendario da aggiornare e troppi cormorani. La Regione intervenga”
9 Gennaio 2026
I pescatori pronti a scendere di nuovo in piazza per protestare

La laguna di Marceddì
Terralba
I pescatori pronti a scendere di nuovo in piazza per protestare
Sono pronti a scendere nuovamente in piazza i pescatori del Consorzio di Marceddì, che si appellano alla Regione Sardegna per trovare una soluzione a due criticità riscontrate dai professionisti del settore: i pochi giorni concessi per l’uso dei bertovelli e la massiccia presenza dei cormorani.
“Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Pesca Marceddi si è riunito per affrontare la grave crisi che colpisce annualmente il settore in questo periodo, con particolare riferimento alla pesca dell’anguilla”, ha spiegato il presidente Antonio Loi. “Le marinerie locali, che da decenni rappresentano la fonte di sostentamento per numerose famiglie, si trovano in una situazione di estrema difficoltà a causa di normative non più in linea con i cambiamenti climatici in atto”.
Il nodo da sciogliere è quello del calendario legato all’autorizzazione di specifiche reti. “Denunciamo l’inadeguatezza del decreto vigente che autorizza l’uso dei bertovelli solo dal 1° ottobre al 31 dicembre”, ha commentato Loi. “Tale provvedimento appare slegato dalla realtà climatica attuale: lo spostamento delle stagioni rende infatti il mese di gennaio quello tecnicamente più idoneo per la pesca. Per questo, si richiede con urgenza il prolungamento del decreto fino alla fine di gennaio, per garantire la sostenibilità economica delle famiglie dei pescatori”.
Ancora da risolvere il problema dei cormorani, denunciato più volte. “Oltre alle criticità normative, il comparto subisce i danni devastanti causati da questi volatili”, aggiunge il presidente del Consorzio. “Nonostante i ripetuti appelli e le segnalazioni inviate alla Regione, non è stata ancora fornita alcuna risposta concreta, né sono stati percepiti ad oggi indennizzi per le perdite subite”.
“Il Consorzio rivolge un appello accorato alla politica regionale affinché intervenga con competenza e responsabilità per il bene della collettività”, ha concluso Loi. “Il settore è allo stremo: in assenza di un segnale immediato e di un adeguamento delle norme ai mutamenti ambientali, i pescatori saranno costretti a intraprendere nuove manifestazioni presso le sedi della Regione per protestare contro l’inerzia amministrativa che sta mettendo in ginocchio l’intero comparto”.
Venerdì, 9 gennaio 2026