A S’Ena Arrubia birdwatching con la Lipu per celebrare la Giornata mondiale delle Zone umide
27 Gennaio 2026
Appuntamento con la natura nel fine settimana

Foto della Lipu Oristano
Arborea
Appuntamento con la natura nel fine settimana
Una domenica tra le bellezze naturali dello stagno S’Ena Arrubia di Arborea ammirando le specie ornitologiche del territorio. Questo il programma dell’appuntamento a cura della Lipu Oristano, per celebrare la Giornata mondiale della Zone umide, in occasione dell’anniversario della firma avvenuta nel 1971 della Convenzione internazionale di Ramsar.
L’appuntamento è per il 1° febbraio alle ore 9:30 di fronte al camping. Dopo una breve presentazione sul tema della Giornata, si potranno osservare le numerose specie di uccelli presenti nello stagno con binocoli e cannocchiali messi a disposizione dalla Lipu. I partecipanti avranno il supporto di esperti birdwatchers della Lipu, che illustreranno le varie specie osservabili.
“La Giornata internazionale delle zone umide (World Wetlands Day), si celebra ogni anno il 2 febbraio, in occasione dell’anniversario della Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale, sottoscritta nel 1971”, illustra il referente della Lipu Oristano, Gabriele Pinna. “La Convenzione nasce anche per rispondere all’esigenza di invertire il processo di trasformazione e distruzione delle zone umide quali ambienti primari per la vita degli uccelli acquatici, che devono percorrere particolari rotte migratorie attraverso diversi Stati e Continenti, per raggiungere ad ogni stagione i differenti siti di nidificazione, sosta e svernamento”
“La proposta di uso saggio (wise use) delle zone umide anticipava in qualche modo il dibattito sullo sviluppo sostenibile. La Convenzione di Ramsar è il primo accordo multilaterale moderno sull’ambiente dedicato a un unico ecosistema. In Sardegna i siti
interessati sono nove, ben sei sono in provincia di Oristano”, spiega ancora Pinna. “Questa giornata viene celebrata dal 1997 e poi riconosciuta ufficialmente dall’ONU nell’agosto del 2001 per aumentare la consapevolezza sul valore delle zone umide per l’umanità e il pianeta”.
Ogni anno la Lipu intraprende organizza eventi dedicati alla sensibilizzare l’opinione pubblica sui valori e i benefici delle zone umide e per diffondere la conoscenza della Convenzione di Ramsar. “Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Zone umide e conoscenza tradizionale: celebrare il patrimonio culturale” (Wetlands and traditional knowledge: Celebrating cultural
heritage)”, prosegue il referente dell’associazione. “La Giornata Mondiale delle Zone Umide 2026 esamina le connessioni profondamente radicate tra le zone umide e le pratiche culturali, tradizioni e sistemi di conoscenza delle comunità locali nel mantenimento degli ecosistemi delle zone umide e nella preservazione dell’identità culturale. La scelta di questo tema da parte del segretariato della Convenzione di Ramsar mira a sottolineare il legame profondo e millenario tra le comunità umane e gli ecosistemi acquatici. Riconosce il valore delle pratiche locali che hanno permesso di gestire queste aree in modo sostenibile per secoli. L’integrazione delle conoscenze tradizionali con la scienza moderna è considerata essenziale per il ripristino e la protezione efficace di paludi, lagune e stagni di fronte al cambiamento climatico”.
“Il tema di quest’anno é molto potente ed evocativo. Unisce due mondi che si tende spesso a separare: l’ecologia (le zone umide) e l’antropologia (la cultura e la storia umana) e racchiude una verità fondamentale: la natura non è solo una risorsa fisica, ma un archivio di storia umana, di pratiche culturali, di storie, di sistemi di produzione, di conoscenza. Le conoscenze tradizionali sono la bottarga, is fassonis, le baracche in falasco, i lavorieri, l’intreccio e la cestineria che lega la vita domestica alle zone umide”, ha precisato Pinna. “Vi è poi l’aspetto affettivo. Popolazioni che si attivano per la tutela di uno stagno e altre che chiamano i fenicotteri Gent’Arrubia: non solo “uccelli”, ma “gente”. Questo linguaggio denota un senso di appartenenza e affinità con l’ecosistema che è la base più forte per la tutela ambientale”.
“Nel nostro territorio, la zona umida non è mai stata solo un ambiente naturale, ma un vero e proprio laboratorio di civiltà”, conclude Pinna. “Le lagune sarde (gli stagni) sono sistemi complessi dove l’uomo ha operato non contro la natura, ma attraverso di essa. Nelle lagune il pescatore infatti non è solo un fruitore, ma un vero e proprio custode della biodiversità. Senza la sua presenza attiva, molti di questi ambienti rischierebbero il degrado”.
Martedì, 27 gennaio 2026