Le Granate Rosa: a Terralba la cultura si fa insieme, senza biglietto
16 Giugno 2026
Dal 2018 un percorso fatto di memoria, ricerca storica e impegno sociale
L'associazione Granate Rosa di Terralba
Terralba
Dal 2018 un percorso fatto di memoria, ricerca storica e impegno sociale
A Terralba esiste un luogo dove la cultura non si vende, si condivide. Si chiama “Su Magasinu de Akraxiu”, in via Roma, ed è diventato negli anni il punto di riferimento delle Granate Rosa, l’associazione fondata nel 2018 da Rosalba Cocco, Ausilia Piras, Agnese Giuliana Pinna, Nicoletta Celegato e Sandro Melis, che da quasi un decennio portano avanti un percorso fatto di memoria, ricerca storica e impegno sociale.
«Non si paga il biglietto, ma si ragiona insieme», racconta Cocco, spiegando lo spirito che anima ogni incontro. Il magazzino di via Roma è diventato così un presidio culturale, anche contro la solitudine che caratterizza questi tempi, un luogo di aggregazione e ascolto dove le idee circolano libere.
Il 26 gennaio a Guspini si tenne il primo evento ufficiale del gruppo, dedicato alla ricostruzione delle vicende del bisnonno di Rosalba Cocco, soldato attivo durante la prima guerra mondiale. Ma la storia delle Granate Rosa comincia in realtà prima, all’interno della Compagnia Teatro Terralba, dove si era già iniziato a interrogarsi insieme al pubblico su temi che sarebbero diventati centrali: storia, memoria, donne.
Già nel 2015, infatti, in occasione del centenario della Grande Guerra, la compagnia aveva portato in scena un resoconto storico sulla partecipazione femminile al conflitto, frutto di una ricerca d’archivio sul ruolo delle donne prima e durante la guerra: dalle cernitrici alle crocerossine. Un lavoro che si era esteso anche allo studio degli abiti dell’epoca, che vennero riprodotti e indossat. Non solo; il gruppo aveva realizzato anche un reading contro la violenza di genere, basato sull’opera “Ferite a morte” di Serena Dandini e “Malamore” di Concita De Gregorio, accompagnato da musiche scelte dopo una lunga ricerca.
Le Granate Rosa sono un gruppo formato da poche persone, che si dedicano con impegno e costanza alla ricerca. «È un’associazione che mette molte energie in campo nonostante le poche risorse umane», sottolinea Cocco, ricordando come dal 2018 il nucleo storico sia rimasto saldo grazie all’unione del gruppo stesso e alla partecipazione di numerose amiche dell’associazione, sempre disposte a condividere il lavoro e l’impegno.
Una delle caratteristiche più interessanti del percorso delle Granate Rosa è il modo in cui si è sviluppato: non secondo un piano prestabilito, ma cammin facendo, con ogni evento capace di generarne altri e di favorire incontri inaspettati con intellettuali e scrittori. È accaduto, ad esempio, con la collaborazione con Monte Linas per una serie di letture su Grazia Deledda da portare nelle biblioteche. Da quel progetto sono nati due appuntamenti particolarmente intensi: uno a Villacidro, con Davide Forte, oggi amico appassionato delle Granate, e uno a Guspini, con la partecipazione dell’associazione femminile “X conoscere X fare”.
Gli argomenti privilegiati dall’associazione riguardano il mondo femminile, ma con una consapevolezza chiara: «Il cammino da fare deve essere svolto al fianco degli uomini, non contro», spiega Cocco. «Il tema delle donne è centrale perché se non lo affrontiamo noi, non lo fa nessuno: è un lavoro che sentiamo nostro». Tra i temi affrontati negli ultimi tempi anche quello delle carceri, con la presentazione del libro “Oltre” di Maria Grazia Calligaris, raccolta di racconti nata da un progetto di scrittura creativa durato un anno e che ha coinvolto un gruppo di donne detenute nella sezione femminile della Casa Circondariale di Cagliari-Uta. E ancora “Granelli di sabbia”, a cura di Davide Forte, raccolta di poesie e racconti nata all’interno della colonia penale di Is Arenas, ad Arbus, frutto di un laboratorio di scrittura immersiva curato dallo stesso autore.
Non manca, poi, l’attenzione all’attualità, come dimostra l’incontro con l’ex deputato Michele Piras sul tema della Palestina, organizzato appena scoppiato il conflitto, per offrire strumenti di comprensione alla comunità. Ma anche spazio per i laboratori, come quello realizzato con Casa Mia per la creazione di “sa pippia de zappu”, la tradizionale bambola sarda fatta di semplici stracci.
Le Granate Rosa coltivano anche una vocazione teatrale, occupandosi sia della scrittura che della recitazione degli spettacoli. Il lavoro più recente, “S’acqua de Is Froris”, è stato messo in scena nel giugno 2023 in occasione dei riti legati al solstizio d’estate e alla Festa di San Giovanni. Lo spettacolo affronta il tema caro all’associazione dell’opportunità del lavoro femminile, intrecciando tradizione e innovazione, magia e realtà.
«Credo che se si ha il dono di riuscire a condividere con gli altri, bisogna seguirlo», afferma Cocco, descrivendo così la filosofia che guida ogni scelta dell’associazione. Un percorso, quello delle Granate Rosa, che continua a crescere proprio grazie alla sua natura aperta. Ogni incontro diventa l’occasione per il prossimo, ogni storia raccontata apre la porta a quella successiva.
[Francesca Trebino]
Martedì, 16 giugno 2026