Pesca lagunare in crisi, anche le marinerie del Terralbese scenderanno in piazza
3 Marzo 2026
Al centro della mobilitazione i danni dei cormorani e il decreto anguille
Foto d'archivio
Cagliari
Al centro della mobilitazione i danni dei cormorani e il decreto anguille
Anche le marinerie del Terralbese scenderanno in piazza a Cagliari martedì prossimo, 10 marzo, per protestare contro la situazione di crisi che da anni affligge il comparto della pesca lagunare. A mobilitarsi sono il Consorzio cooperative riunite della pesca di Marceddì e la Società cooperativa pescatori Sant’Andrea di Arborea, insieme al Nuovo consorzio cooperative Pontis di Cabras, e la Cooperativa pescatori Sant’Andrea di Riola Sardo.
La manifestazione si terrà davanti al palazzo dell’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente, alle 9. I presidenti delle quattro realtà cooperative, riunitisi stamane, denunciano come negli ultimi due anni “si siano susseguiti incontri istituzionali, tavoli tecnici e momenti di confronto senza che siano scaturite misure strutturali adeguate a sostenere le imprese e le famiglie del settore”.
Due i temi centrali della protesta. Il primo riguarda l’emergenza cormorani, che continua a incidere pesantemente sulle produzioni nei compendi lagunari. Le cooperative accolgono con favore l’orientamento della Giunta regionale di incrementare gli indennizzi, ma chiedono che i ristori vengano parametrati al danno reale certificato per ciascun compendio, anziché applicare una percentuale fissa che potrebbe non riflettere le perdite effettive delle singole realtà produttive. Le marinerie chiedono inoltre che il calendario delle misure di contenimento – attualmente limitato ai mesi di novembre, dicembre e gennaio – venga esteso a febbraio e marzo, periodo in cui l’impatto sulle produzioni lagunari risulta particolarmente critico.
Il secondo tema riguarda il decreto sulla pesca delle anguille, adottato secondo le cooperative senza un adeguato coinvolgimento della categoria, con ricadute dirette sulla programmazione e sulla sostenibilità economica delle attività. “L’attuale impostazione”, sottolineano le marinerie, “determina ogni anno un rallentamento significativo dell’attività per diversi mesi, compromettendo la continuità produttiva del comparto e riducendo la presenza di prodotto locale sul mercato regionale”.
Le cooperative chiedono alle istituzioni regionali un confronto strutturato e l’adozione di soluzioni concrete e tempestive, ricordando come il settore della pesca lagunare rappresenti un presidio economico, sociale e ambientale fondamentale per il territorio oristanese.
Martedì, 3 marzo 2026