Nasce il “Fueddàriu guspinesu”, un libro sulle parole e modi di dire tipici di Guspini
3 Marzo 2026
La Consulta per la valorizzazione della lingua sarda presenta l'opera nella sala consiliare del comune
Un dettaglio della locandina
Guspini
La Consulta per la valorizzazione della lingua sarda presenta l’opera nella sala consiliare del comune
Modi di dire, parole tipiche, cognomi, nomi e soprannomi che raccontano un paese e la sua storia. Verrà presentato venerdì 6 marzo il nuovo libro a cura della Consulta per la valorizzazione della lingua sarda del comune di Guspini dal titolo “Fueddàriu guspinesu”.
L’appuntamento è alle 17:30 presso la sala consiliare del comune e permetterà di scoprire il contenuto di un’opera che mira a preservare la lingua sarda guspinese. “Il libro è frutto di un lavoro nato alcuni anni fa”, spiega il presidente della Consulta, Marino Melis. “Siamo partiti con un concorso per la scuola primaria, nel quale abbiamo chiesto agli alunni di intervistare nonni, zii e anziani del paese sui modi di dire tipici di Guspini. Ne abbiamo individuato circa 15 e i bambini sono stati premiati per gli elaborati sul tema”.
“Abbiamo poi proposto un concorso aperto a tutta la comunità, che prevedeva che i cittadini guspinesi indicassero modi di dire e parole astruse e passate di moda, che sono andate perse nel tempo”, ha proseguito Melis. “Abbiamo proseguito con ricerche e altre interviste, che ci hanno permesso di individuare una quarantina di modi di dire che giudichiamo prettamente guspinesi, perché con riferimenti a persone e luoghi del paese.”.
“Grazie a questi lavori abbiamo individuato un totale di 800 parole particolare: le abbiamo passate al vaglio sui vari dizionari di lingua sarda, per procedere con una scrematura. Ne sono rimaste 180 non presenti nelle pagine dei tomi, perciò abbiamo proseguito con le ricerche, intervistando anziani e persone del mondo rurale dei paesi vicini – come Arbus, Pabillonis e altri – scoprendo che la metà era conosciuta anche in questi centri, mentre l’altra era composta da termini mai sentiti. Questo ci lascia pensare che proprio questa metà potrebbe presentare delle parole caratteristiche di Guspini e conosciute solo qui”, ha aggiunto Melis.
Nel libro spazio anche ad altre tipicità di Guspini. “Abbiamo indicato anche nomi, cognomi e soprannomi e toponimi caratteristici del paese, per dare un quadro completo”, ha sottolineato il presidente della Consulta. “Per ora verranno stampate dal Comune 200 copie del libro, che verranno distribuite a scuole, biblioteche, enti e associazioni, che si occupano della valorizzazione della lingua sarda. Non escludiamo che in futuro si possa affidare la ristampa a un’associazione per poter procedere con una vendita e raggiungere più persone”.
Alla presentazione di venerdì prossimo sarà presente anche l’esperto di lingua sarda Antonello Ignazio Garau. “Lavori come questo sono estremamente importanti”, ha concluso. “Purtroppo si sta interrompendo la trasmissione intergenerazionale del sardo in famiglia, con pochissimi nuclei di nuova costituzione che decidono di crescere i figli insegnando il sardo. Succede così che il sardo viene parlato sempre meno e si assiste a una rilessificazione in senso italiano, cioè con la sostituzione di parole presenti nel patrimonio lessicale sardo con un’italianizzazione. Un esempio “cuginu” al posto di “fradili”, “settembre” al posto de “cabudanni”, “gratìcula” al posto di “cadriga”, e così via. Allora, raccolte e libri come questo servono anche per ricordare a noi sardi che abbiamo le parole per esprimere i concetti”.
Martedì, 3 marzo 2026