Storie incise sulla pelle, con la mano di Fabio Serra
27 Febbraio 2026
Emozioni trasformate dal tatuatore in un segno indelebile
Terralba
Emozioni trasformate dal tatuatore in un segno indelebile
Fabio Serra ha le mani di chi sa ascoltare. Non solo con le orecchie, ma con quella sensibilità particolare che serve per tradurre un’emozione in un segno indelebile. Nella sua GD Tattoo di Terralba, che gestisce insieme ad Andrea e Gabriele, ogni giorno accoglie persone che arrivano con una storia da raccontare, un ricordo da custodire, un dolore da trasformare.
La sua strada nel mondo del tatuaggio è cominciata quasi per caso, come spesso accadono le cose importanti della vita.
«La passione per il disegno mi ha sempre caratterizzato», racconta Fabio, «ma è stato l’incontro con Franco, un proprietario di bestiame di Mogoro che faceva spesso visita nell’autolavaggio in cui lavoravo, a cambiare tutto».
Quell’uomo, con l’intuito di chi sa riconoscere il talento anche dove gli altri vedono solo un giovane che lava macchine, propose a Fabio di provare con gli strumenti per tatuare. Dopo le prime titubanze, comprensibili per chi si affaccia a un mondo nuovo, decise di buttarsi. Prima gli amici, poi un pubblico sempre più ampio. «I rapporti con Franco non evolsero nel migliore dei modi», ammette con onestà Fabio, «ma gli sono comunque grato per avermi aperto la via a quella che oggi, oltre che una professione, è una grande passione».
Fabio Serra e il suo team si sono specializzati e formati nel tempo, offrendo ai propri clienti la possibilità di scegliere tra una vasta gamma di stili. Tra i più popolari troviamo l’Old School con le sue linee spesse e colori vivaci, e il Realistico che riproduce dettagli fotografici sulla pelle. Altre tendenze interessanti includono il Dotwork basato su sfumature a punti, il Blackwork con il suo nero intenso, il delicato Fineline, il tradizionale Irezumi giapponese e il moderno stile Geometrico.
«L’aspetto più importante del nostro centro rimane sempre la sicurezza», sottolinea Fabio Serra. È fondamentale, infatti, che il tatuaggio venga eseguito in un ambiente sterile, con materiali monouso come aghi, guanti e inchiostri sterili, e con superfici accuratamente disinfettate.
La scelta dello stile, poi, dipende dal significato personale che si vuole esprimere e dall’estetica preferita. Dietro ogni tatuaggio, infatti, c’è un incontro, una confidenza, un pezzo di vita che gli viene affidato. E Fabio lo sa bene. Ci sono momenti leggeri, come quella volta che un ragazzo gli chiese di tatuare il nome della sua ragazza. «Mi sembrava un nome insolito, quindi gli chiesi se non si stesse sbagliando», ricorda sorridendo. «Ma il ragazzo, anziché confermare, mi disse che in effetti non se lo ricordava!». Episodi che strappano una risata e che alleggeriscono le giornate.
Ma c’è anche l’altra faccia del suo lavoro, quella più profonda e toccante. «Ciò che mi rimane a fine giornata è la multiformità delle persone e delle situazioni», riflette Fabio. «Il mondo è vario, composto di singolarità, è disordine multiforme, ma non privo di dolcezza».
Come quando una giovane donna gli ha chiesto di tatuare una tazzina di caffè con il nome del papà, appena scomparso. Un gesto semplice e potente allo stesso tempo, un modo per tenere vicino chi non c’è più.
«È emozionante percepire che le persone hanno bisogno di imprimere sulla pelle una sensazione, un grido, un bisogno», dice Fabio Serra con la voce di chi ha capito che il suo mestiere va ben oltre la tecnica. «Perché alle volte, anche se il dolore ti dice che è tutto finito, l’amore ti dice che non è vero e si sente il bisogno di inciderselo addosso».
Nella sua bottega di Terralba, tra aghi e inchiostri, Fabio Serra continua a fare quello che sa fare meglio: ascoltare storie e trasformarle in segni che restano. Perché alcuni ricordi meritano di essere portati addosso, come un abbraccio che non finisce mai. [ Francesca Trebino ]
Venerdì, 27 febbraio 2026