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Le emozioni in cerimonie su misura: il racconto di Federica Melis, celebrante laica

2 Aprile 2026

Originaria di Uras, parla della sua professione che trasforma le storie personali in momenti unici

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Le emozioni in cerimonie su misura: il racconto di Federica Melis, celebrante laica

Federica Melis

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Uras

Originaria di Uras, parla della sua professione che trasforma le storie personali in momenti unici

Ci sono momenti, nella vita di ciascuno, in cui serve fermarsi e dar forma a ciò che accade. È proprio lì, tra un inizio e una fine, tra una promessa e un addio, che nasce il bisogno di un rito: qualcosa che dia riconoscimento alle emozioni e accompagni i passaggi più importanti. In questo spazio si inserisce il lavoro di Federica Melis, 35 anni, originaria di Uras, oggi residente a Bergamo, che ha scelto di intraprendere la carriera da celebrante laica.

Una professione ancora poco conosciuta, ma sempre più richiesta da chi desidera vivere i momenti chiave della vita attraverso un rito non religioso. “Per dirla in poche parole, una celebrante laica scrive e conduce cerimonie personalizzate per accompagnare i momenti di passaggio della vita”, racconta Federica Melis. “Un ruolo ancora poco conosciuto in Italia, ma sempre più richiesto da chi desidera un rito non religioso per occasioni importanti. Il matrimonio e il funerale sono gli esempi più noti, ma non gli unici: accanto a queste cerimonie, ce ne sono altre meno diffuse ma altrettanto significative.

“Oltre al matrimonio e al funerale, si può celebrare ad esempio l’arrivo in famiglia di un nuovo bambino, anche in caso di adozione”, spiega Federica. “Veniamo contattati anche da chi vuole rinnovare le promesse matrimoniali o commemorare una persona cara”.

Tra le cerimonie meno conosciute ci sono il pet funeral e i riti di divorzio. “Il funerale per gli animali domestici potrebbe sembrare un vezzo e invece può essere importante per molte famiglie, soprattutto quelle in cui ci sono bambini che spesso si trovano a vivere in quelle occasioni il loro primo lutto. Le cerimonie di divorzio sono ancora molto rare in Italia, e sono un’occasione, per chi si separa in buoni termini, di riconoscere il percorso fatto insieme e lasciarsi in maniera costruttiva, rassicurando la famiglia”.

La scelta di intraprendere questo percorso nasce da un’esperienza personale di Federica. “Quando mi sono sposata mi sono rivolta a una celebrante, Claudia Murroni, oggi mia collega. Prima non sapevo nemmeno che questa figura esistesse in Italia e ne sono rimasta subito affascinata”. Un interesse che ha impiegato tempo a trasformarsi in decisione concreta: “Ci sono voluti quattro anni per trovare il coraggio di iniziare la formazione”.

Si tratta di un percorso che, pur in assenza di un albo ufficiale, richiede preparazione e consapevolezza in quanto significa accompagnare le persone in momenti emotivamente significativi. Dopo la laurea triennale in Lingue e Comunicazione e la magistrale in Produzione Multimediale all’Università di Cagliari, e dopo aver lavorato per anni nel campo della comunicazione e dell’ospitalità anche in contesti internazionali, oltre che in alcuni set cinematografici, Federica Melis ha intrapreso una formazione specifica: un primo corso organizzato dalla UAAR e un secondo con l’associazione ECCO Celebranti. Oggi fa parte di Federcelebranti, realtà che riunisce i professionisti del settore e ha definito una prassi di riferimento per questa professione.

Federica Melis, celebrante laica
Federica Melis. Crediti foto: Mattia Mapelli

Le competenze maturate in ambiti diversi oggi trovano sintesi nel lavoro di Federica Melis, dove empatia e capacità di ascolto sono elementi imprescindibili.

“Una buona celebrante deve essere empatica e aperta all’ascolto. Deve sentirsi a suo agio nel sentire racconti di vita privata, talvolta anche piccoli segreti, perché conoscere bene le persone per cui si prepara la cerimonia è fondamentale”, racconta. “Questo però non significa che tutto ciò che viene condiviso durante la fase conoscitiva debba poi far parte del testo: alcune persone amano raccontare molto, altre sono più riservate. Si tratta di un processo di continuo confronto. Oltre all’empatia, è molto importante saper gestire le proprie emozioni durante la celebrazione vera e propria: se ci si lascia travolgere dal momento o se si ha paura di parlare davanti a un pubblico, si rischia di rovinare la cerimonia. Una buona dose di capacità improvvisative fa sempre bene, e soprattutto bisogna saper scrivere, dato che le parole sono fondamentali in questo lavoro”.

Nonostante Federica Melis viva a Bergamo, il legame con l’Isola resta forte e cerca di tornarci il più spesso possibile. “Per me è sempre bello celebrare qui, ma per organizzarmi al meglio chiedo sempre di essere contattata con un po’ di anticipo. Quando mi trovo già in Sardegna riesco comunque a gestire anche richieste dell’ultimo minuto. E se non mi è possibile accettare un incarico personalmente, mi affido a una rete di colleghe molto brave che possono sostituirmi”.

Tra gli aspetti meno conosciuti di questa professione, c’è l’organizzazione dei funerali laici. Un funerale non religioso si organizza quando la famiglia desidera una cerimonia senza riferimenti a una fede, o ha ricevuto disposizioni in merito dal defunto.

“Molte persone non sanno che sia possibile, o pensano che non ci sia tempo per prepararli. In realtà siamo formati anche per questo tipo di incarico, che richiede una dedizione totale per le 48/72 ore precedenti la cerimonia. Il primo passo è l’incontro con la famiglia, di persona o virtualmente. Lì si ascolta il loro racconto di chi era la persona che non c’è più, dal momento che la sua vita sarà protagonista della cerimonia. Poi si valuta insieme se inserire interventi di familiari, letture particolari o musiche. Ci tengo a dire, che per quanto sia un’occasione triste, il funerale personalizzato è un modo di celebrare chi si è stati in vita e dunque c’è spazio per più della tristezza: la tenerezza, il ricordo, a volte anche un sorriso. Mi è capitato di raccontare aneddoti divertenti o includere musica rock, e non solo. Insomma, la famiglia ha davvero ampia scelta”.

Per quanto riguarda i matrimoni, invece, per chi non sceglie il rito religioso e possibilità sono diverse: “La prima è il rito civile, che si svolge al comune o in una delle sale o luoghi dedicati ai matrimoni, chiamati case comunali”, spiega Federica Melis. “Solitamente a celebrarlo è il sindaco o un funzionario, che legge gli articoli di legge previsti. La cerimonia ha valore legale, ma di solito si limita alla lettura degli atti. La seconda opzione è che il celebrante riceva la delega del comune per officiare il matrimonio. In questo caso può svolgere gli aspetti legali, aggiungendo anche una parte personalizzata della cerimonia, spesso molto emozionante per la coppia e per gli invitati. Anche qui, per avere validità ufficiale, la cerimonia deve svolgersi in una casa comunale”.

“In provincia di Oristano”, aggiunge, “alcuni spazi molto belli sono stati recentemente riconosciuti come sedi ufficiali: alcune spiagge di Cabras, San Vero Milis, Marceddì e anche Oristano ha da poco aperto la possibilità di ampliare l’offerta di luoghi dove ci si può sposare. La terza possibilità è il rito simbolico slegato dalla procedura civile: se il sito scelto dagli sposi non è casa comunale, si possono svolgere le pratiche legali in comune e poi celebrare la propria unione insieme a parenti e amici in un luogo significativo e con una cerimonia personalizzata”.

Ogni cerimonia nasce da un percorso condiviso, fatto di incontri, confronto e scrittura su misura. “La materia prima del nostro lavoro sono le storie delle persone”, racconta. Ed è proprio questo lavoro di costruzione che porta alla soddisfazione più grande: “Vedere le persone emozionarsi perché si riconoscono nelle parole”.

Un mestiere quello della celebrante laica ancora poco conosciuto sì, e che spesso genera curiosità o fraintendimenti. “Quando dico che sono una celebrante, molti pensano a qualcosa di religioso”, racconta. Ma il consiglio, per chi sta valutando una cerimonia laica, è semplice: informarsi e, soprattutto, incontrare la persona che dovrà accompagnare un momento così importante. “È fondamentale sentirsi a proprio agio”.

Perché, in fondo, ogni passaggio della vita merita di essere raccontato con le parole giuste.

Qui il sito “Your Story Celebrant_Federica Melis  dedicato alla sua professione.

Federica Melis, celebrante laica
Federica Melis durante una cerimonia. Crediti foto: Mattia Mapelli

Giovedì, 2 aprile 2026

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2 Aprile 2026

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