Da tutto il Terralbese a Cagliari per la grande manifestazione in difesa della sanità pubblica
23 Febbraio 2026
Il portavoce del Comitato locale, Rosas: "Nel territorio 10 mila persone senza medico di base"

Una manifestazione a Cagliari in difesa della sanità
Terralba
Il portavoce del Comitato locale, Rosas: “Nel territorio 10 mila persone senza medico di base”
È pronto a scendere in piazza a Cagliari il 7 marzo prossimo il Comitato del Terralbese in difesa del diritto alla salute, che parteciperà alla grande manifestazione regionale per la salvaguardia del servizio sanitario pubblico. Tra carenza di medici e difficoltà ad accedere alle cure, cresce la preoccupazione nel territorio, dove circa 10 mila persone non possono contare su un’assistenza di base.
Parte del Coordinamento dei Comitati sardi per la sanità pubblica, il gruppo è molto attivo nel territorio. “Il nostro impegno, che ci vede presenti da sei anni nel Terralbese e in tutta la Sardegna, non è mai stato contro qualcuno, ma in difesa del diritto alla salute. Dopo i tanti appelli che collettivamente e singolarmente come comitato abbiamo rivolto a tutte le istituzioni, anche attraverso delle proposte, iniziative, convegni, ora siamo costretti a manifestare di nuovo in piazza perché la situazione, oltre
a non migliorare, sta peggiorando. Siamo molto preoccupati, soprattutto per i nostri cari più fragili e indifesi”, spiega il portavoce del Comitato, Alessandro Rosas.
“Nel Terralbese – dunque nei comuni di Arborea, Marrubiu, Terralba, San Nicolò d’Arcidano e Uras – con una popolazione di
circa 23.000 abitanti, siamo attorno ai 10.000 senza il medico di medicina generale, di cui 6.000 a Terralba!”, prosegue Rosas. ”
“L’esigenza di questa ulteriore mobilitazione nasce proprio da questi numeri preoccupanti, ma non solo: viviamo infatti quotidianamente le difficoltà nell’accedere ai servizi sanitari, che non garantiscono più a tantissimi cittadini le prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione in tempi brevi”.
Il futuro non è roseo. “Sappiamo che la situazione peggiorerà, in quanto non passerà molto tempo che diversi altri medici nel Distretto Ales-Terralba andranno in pensione. Per cui se non ci saranno delle azioni che rafforzino gli Ascot o altri strumenti messi in campo, come ad esempio la telemedicina, la sofferenza, soprattutto per le persone anziane e fragili, aumenterà. “, continua il portavoce del Comitato del Terralbese. “E aumenteranno il numero di coloro che rinunceranno alle cure per le difficoltà che hanno ad accedere al servizio sanitario pubblico: oggi in Sardegna sono già 400.000!Aumenterà, quindi anche la migrazione sanitaria, per chi ha la possibilità”.
La manifestazione partirà alle 9:30 da piazza dei Centomila, percorrendo via Diaz, per arrivare in via Roma, fronte Palazzo del Consiglio regionale della Sardegna. “La politica, che dovrebbe intervenire anche su questo problema prioritario, si divide e sembra non avere una visione generale su come intervenire”, ha aggiunto Rosas. “Questa manifestazione vuole dare, in particolare, più coraggio all’azione congiunta dei nostri rappresentanti, se credono ancora che questo sia un servizio da salvare: senza sanità pubblica cresce la povertà, si perde la salute e i nostri paesi si svuotano”.
Dal Terralbese partirà un pullman per la manifestazione: disponibili fermate a Terralba, San Nicolò d’Arcidano e Uras. “Una cosa deve essere chiara: non scendiamo in piazza contro qualcuno, ma in difesa del servizio sanitario pubblico e per il suo rafforzamento”, ha concluso Rosas. “Sono invitati a partecipare alla manifestazione: le comunità, i cittadini, i comitati, le associazioni, studenti, gli amministratori, i sindaci per una sanità all’altezza dei nostri diritti fondamentali!”.
Lunedì, 23 febbraio 2026