Storie di emigrati cent’anni fa tra pregiudizio e violenza. Incontro a cura della Scuola del Popolo
25 Agosto 2026
L'iniziativa a Uras
Uras
L’iniziativa a Uras
Si parlerà di storie di emigrati italiani, sardi in particolare, alla luce avvenimenti registrati tra la fine dell’800 e inizio secolo del ‘900, sabato prossimo, 29 agosto, al 6° Circolo di Studio della Scuola del Popolo di Uras, alle 18 presso la sede della Fondazione Berlinguer, via Marconi 39, a Uras. Titolo dell’incontro è “Quando Mohamed si chiamava Salvatore”.
Tra le tante vicende, che hanno riguardato vari paesi europei e americani allora meta degli emigrati, il focus si concentrerà su due storie in particolare.
Nel 1893, ad Aigues-Mortes, 8-9 operai stagionali italiani, occupati nelle saline della Camargue, furono aggrediti e uccisi. Rubavano il lavoro ai francesi e accettavano retribuzioni più basse: così si difesero gli aggressori. Tutti gli accusati furono assolti in tribunale.
Nel 1911, a Itri, è toccato a lavoratori sardi, impegnati nella costruzione della linea ferroviaria Roma Napoli, subire la violenza cieca della folla: furono inseguiti per le strade al grido di “fuori i sardignoli”. I dati ufficiali parlano di tre morti e oltre 30 feriti. Tutti sardi. Tutti gli accusati dei disordini furono assolti in tribunale.
“Itri”, si legge in una nota della Scuola del Popolo di Uras, “dimostra come questo meccanismo possa svilupparsi non solo contro gli italiani, ma anche tra ‘italiani’. Perché essere poveri, diversi, arrivati da un altro paese in cerca di lavoro fa percepire immediatamente queste persone come un pericolo? Ancora: come nasce un pregiudizio? Come il pregiudizio rappresenta il singolo individuo solo come un essere indistinto, all’interno di un gruppo? Riflessioni utili perché proprio questo era successo ai nostri emigrati in quegli anni”.
Come esperto è stato invitato Antonello Cossu, docente del Cpia 4 di Oristano.
Martedì, 25 agosto 2026