Ascot senza medico, pochi turni e carenza di personale: il Comitato per la salute del Terralbese chiede un incontro alla direttrice della Asl 5
20 Giugno 2026
Una riunione per fare il punto e ripercorrere le soluzioni già presentate in passato
L'incontro del Comitato del Terralbese per la salute
Terralba
Una riunione per fare il punto e ripercorrere le soluzioni già presentate in passato
Carenza di medici, Uras senza Ascot nelle ultime due settimane di giugno e in questi giorni anche privo di guardia medica, e turni dell’ambulatorio straordinario di Terralba ridotti. Sono solo alcuni dei punti discussi dal Comitato del Terralbese in difesa del Diritto alla Salute, che ora chiede un incontro con la direttrice della Asl 5 di Oristano Grazia Cattina per discutere alcune proposte e trovare una soluzione alle criticità del territorio.
Una rappresentanza dell’associazione si è riunita nei giorni scorsi, facendo il punto della situazione del Distretto socio sanitario di Ales-Terralba e discutendo dell’incontro avvenuto a maggio con l’assessora alla Sanità e presidente della Regione, Alessandra Todde.
“Il territorio, che conta una popolazione di poco meno di 23.000 abitanti, si trova in forte difficoltà, soprattutto a causa della grave carenza di medici di famiglia”, spiega il portavoce del Comitato, Alessandro Rosas. “Nel Terralbese si assiste a un continuo taglio dei turni negli ASCoT (Ambulatori Straordinari di Comunità Territoriale): l’anno scorso a Terralba, a fronte di 6.000 cittadini senza medico di base, si contavano 14 turni a settimana; oggi sono ridotti a 10. Suscita forte preoccupazione anche la situazione creatasi a Uras che, oltre a non avere il medico di famiglia, è rimasta priva dell’ambulatorio ASCoT in queste ultime due settimane di giugno, e in questi giorni anche della Guardia Medica. Questo significa che chi ha bisogno di assistenza è costretto a recarsi a San Nicolò d’Arcidano o in un altro ambulatorio ASCoT disponibile in caso di urgenza. Non è accettabile che un servizio pubblico – l’unico cuscinetto rimasto per fare fronte all’emorragia dei medici di medicina generale – sia privo di continuità, con turni che vengono prima fissati e poi cancellati”.
Nel corso dell’incontro si è parlato anche di telemedicina. “È uno strumento che potrebbe certamente fornire un aiuto in questo periodo critico e che, a fine 2025, la ASL di Oristano aveva annunciato come servizio avviato in via sperimentale”, prosegue Rosas. “Ampio spazio è stato dedicato alle istanze e ai bisogni dei cittadini, stretti tra le difficoltà di prenotazione tramite il CUP (Centro Unico di Prenotazione) e le lunghe liste d’attesa per le visite specialistiche. È stata inoltre evidenziata l’inaccessibilità della piattaforma “ZeneWeb” per la scelta del medico: uno strumento inutilizzabile per chi ne è sprovvisto, una condizione che in Sardegna riguarda centinaia di migliaia di persone”.
Per queste ragioni, il comitato territoriale ha deciso di chiedere un incontro urgente alla direttrice generale della ASL n. 5 di Oristano, Grazia Cattina. “Il comitato ricorda di aver già incontrato in passato i vertici della ASL, proponendo alcune soluzioni concrete per migliorare il servizio, tra queste l’attivazione di una mail dedicata per gli ASCoT, per consentire l’invio diretto delle prescrizioni farmaceutiche alla casella postale dei cittadini e permettere a questi ultimi di richiedere i farmaci via e-mail al medico. Poi ancora un numero di telefono unico di riferimento, un canale d’accesso diretto per i cittadini in caso di necessità, ad esempio per la richiesta di visite domiciliari; il potenziamento del personale, affiancando ai medici degli ASCoT figure di supporto (collaboratori amministrativi o infermieri) per alleggerire il carico burocratico del medico di turno; e una corsia preferenziale per terapie croniche, snellendo procedure per i farmaci salvavita e i Piani Terapeutici, evitando all’assistito di doversi recare in ambulatorio ogni mese per farmaci assunti in modo continuativo”.
“Il comitato chiede innanzitutto medici di medicina generale di ruolo, non soluzioni temporanee e precarie”, conclude il portavoce. “Chiediamo inoltre massima chiarezza sulla Casa della Comunità che dovrà nascere a Terralba e servire tutto il territorio, per ricevere risposte certe sulla tempistica di realizzazione della struttura: un’opera ritenuta fondamentale per l’assistenza territoriale in applicazione del DM 77/22”.
Sabato, 20 giugno 2026