Lanciare il cuore oltre l’ostacolo: Francesca Aru e la rete M’aMa portano l’affido dei bambini con disabilità in Sardegna
15 Maggio 2026
Una storia personale che si intreccia con una missione collettiva
Un incontro dell'associazione M’aMa
Terralba
Una storia personale che si intreccia con una missione collettiva
Quattro figli, una storia personale che si è intrecciata con una missione collettiva, e oggi un ruolo di riferimento per tutta la Sardegna. Francesca Aru, residente nel Terralbese, è la referente regionale e membro storico del consiglio di amministrazione dell’associazione M’aMa, conosciuta anche come “Mammematte!”, una rete che conta oggi circa 40.000 famiglie in tutta Italia.
Nata nel marzo del 2017 dall’intuizione dell’avvocata Emilia Russo e della consuelor Karin Falconi, M’aMa si occupa di un ambito delicato e spesso trascurato: trovare famiglie disponibili ad accogliere bambini con disabilità importanti e adolescenti in affido o adozione, fasce d’età e di bisogno per le quali la domanda è tradizionalmente molto bassa. “La nostra missione è trovare famiglie per bambini che altrimenti resterebbero senza”, spiega Francesca Aru. “Ma il lavoro più grande, quello quotidiano e invisibile, è accogliere le famiglie stesse. Informarle, sostenerle, accompagnarle in ogni fase del percorso. Dare supporto a chi decide di lanciare il cuore oltre l’ostacolo”.
Un’immagine, questa, che Aru non usa a caso. Perché l’affido o l’adozione, ancor più di bambine e bambini con fragilità importanti, non avviene mai con leggerezza. Richiede consapevolezza, preparazione e, soprattutto, una rete solida attorno alla famiglia. “La disabilità”, spiega, “è un’opportunità per tutti. Aiuta a rivalutare le priorità nella propria vita, il sistema di valori e aiuta ad apprezzare sfumature che prima non si percepivano neppure”.
Ad oggi, i minori con fragilità in casa famiglia sono 4.000 in Italia. Di questi, M’aMa è riuscita a seguire e supportare 280 tra affidi e adozioni, di cui 35 casi in Sardegna, la maggior parte dei quali arrivati da fuori regione. “Le famiglie coinvolte sono le più diverse: single, coppie tradizionali, famiglie arcobaleno. Perché ciò che conta”, sottolinea Francesca, “non è la forma della famiglia, ma la disponibilità reale ad accogliere”.
Il percorso per chi vuole fare affido o adottare non è semplice, e qui entra in gioco il ruolo fondamentale dell’associazione. “I tribunali per i minorenni”, spiega, “si rivolgono all’associazione M’aMa per trovare famiglie, su tutto il territorio nazionale, adeguatamente formate dai servizi territoriali e pronte all’accoglienza di minori con fragilità. M’aMa supporta le famiglie in tutto l’iter, dalla prima informazione fino alla chiusura del procedimento. L’adozione e l’affido temporaneo seguono percorsi diversi, ma in entrambi i casi le famiglie non vengono mai lasciate sole”.
Oggi Francesca lavora in stretta sinergia con i Tribunali dei minori di Sassari e Cagliari, collabora alle attività di formazione con i numerosi centri per l’affido e l’adozione e con i servizi sociali di tutta la Sardegna, costruendo giorno dopo giorno una rete sempre più solida sul territorio isolano. Per continuare a fare tutto questo, l’associazione ha bisogno di essere sostenuta. M’aMa si finanzia attraverso il tesseramento, con il quale chiunque può contribuire al lavoro della rete, e attraverso l’acquisto di bomboniere solidali e altre iniziative di raccolta fondi. “Continuare a fare rete e offrire supporto alle famiglie è possibile solo se anche noi siamo sostenuti2, ricorda Francesca. “Chi vuole può farlo, a modo suo”.
Un messaggio semplice, per una causa che semplice non è, ma che, come dimostrano i numeri e le storie di 35 famiglie sarde, è tutt’altro che impossibile. [Francesca Trebino]
Venerdì, 15 maggio 2026