Ricordando “Sa battalla de Uras”: un laboratorio di archeologia sociale per ricostruire l’identità del territorio
13 Aprile 2026
Promuove la Scuola del Popolo in collaborazione con l'Auser di Uras

Sa Battalla de Uras - Foto della Scuola del Popolo
Uras
Promuove la Scuola del Popolo in collaborazione con l’Auser di Uras
Nessun esperto o storico, ma solo la voce della comunità. Sarà un laboratorio di archeologia sociale l’appuntamento promosso dalla Scuola del Popolo in collaborazione con l’Auser di Uras in occasione del 556º anniversario de “Sa batalla de Uras”, che propone un confronto per ricostruire l’identità del territorio, ricercando le tracce lasciate dall’evento storico nella vita di tutti i giorni.
A fare da cornice alle 17 di domani – 14 aprile – sarà la sede della “Fondazione Berlinguer” in via Marco 62, a Uras: nel corso dell’iniziativa, si ripercorrerà quel 14 aprile 1470, giornata nella quale le piane di Uras furono testimoni dell’ultima grande vittoria di Leonardo Alagon contro le truppe aragonesi. Un evento che finì per rappresentare la resistenza di un modello di società — quello sardo-giudicale, basato sulla terra comune e su leggi condivise come la Carta de Logu — contro l’imposizione del sistema feudale sconosciuto all’epoca Giudicale.
L’appuntamento si propone, dunque, di dare una risposta a due domande: dopo oltre mezzo millennio, cosa resta di uno scontro che avrebbe potuto cambiare il destino della Sardegna? Può una battaglia del 1470 aiutare a combattere, oggi, l’individualismo e contrastare il processo di omologazione del 2026?
“Ricostruire questa storia non è un esercizio di nostalgia”, spiegano gli organizzatori della Scuola del Popolo. “È un atto politico nel senso più alto del termine. Scoprire che tutte le tradizioni riferite al lunedì dopo Pasqua come, il corteo storico, Su Fogadoni o leggende nate dal basso come Sa Cursa de su Pannu, ma anche il confezionamento di costumi medioevali o il commissionare un murale su “Sa batalla de Uras”, possono diventare, infatti, strumenti che ci permettono di contrastare la solitudine moderna e l’appiattimento culturale.
“Ai documenti ufficiali si cercherà di aggiungere un contributo che viene dal basso, dalla tradizione locale, dalla storia vissuta tra la gente. Un racconto aggiuntivo e arricchente, quindi, fatto di credenze, leggende e ricordi”, concludono gli organizzatori. “Chi volesse partecipare è benvenuto, l’ingresso è libero”.

Lunedì, 13 aprile 2026