“Aumentano le esercitazioni degli aerei militari: animali stressati, danno meno latte” – Video
18 Marzo 2026
Il presidente del Centro studi agricoli Tore Piana: "Servono fasce orarie definite e indennizzi per gli allevatori"
Foto d'archivio
Arbus
Il presidente del Centro studi agricoli Tore Piana: “Servono fasce orarie definite e indennizzi per gli allevatori”
“Con l’aumento del 70% delle esercitazioni aeree militari negli ultimi dieci giorni, gli animali al pascolo vicino ai poligoni militari soffrono per lo stress, con una riduzione stimata della produzione del latte pari al 20%”. È la denuncia del Centro studi agricoli, che ha raccolto numerose segnalazioni da parte degli allevatori di ovini, caprini e bovini operanti nella aree della marina di Arbus, Sant’Antonio di Santadi e Pistis, vicini alla base di Capo Frasca.
“In queste zone si è registrato un aumento dei voli di aerei da caccia militari, riconducibili ad attività addestrative NATO, con voli a bassa quota, manovre che simulano battaglie aeree, rumori assordanti e attività anche in orari notturni”, ha commentato il presidente Tore Piana. “Parliamo di sorvoli continui, ravvicinati, ripetuti più volte nella giornata, che avvengono sopra le aree di pascolo e in prossimità delle aziende zootecniche, già gravati dalla presenza dei poligoni”.
“Gli animali non sono abituati a questo livello di stress acustico e visivo”, ha sottolineato Piana. “Il risultato è sotto gli occhi di tutti: animali agitati e disorientati, difficoltà di pascolamento e di riposo e alterazioni del comportamento riproduttivo. Si aggiunge il calo immediato delle produzioni di latte, con punte fino al 20% in meno segnalate da più allevatori. Questo non è un disagio astratto, ma danno economico diretto, quotidiano, misurabile. Gli allevatori non stanno chiedendo privilegi. Stanno chiedendo rispetto”.
“Come associazione agricola, dichiariamo con con chiarezza che non è più accettabile che l’impatto delle esercitazioni militari ricada sempre e solo su chi lavora la terra e alleva animali, senza alcuna tutela concreta”, ha proseguito il presidente del Centro studi agricoli. “Chiediamo un immediato particolare riguardo operativo per gli allevatori di queste aree, con una valutazione seria delle fasce orarie, delle quote di volo e della durata delle esercitazioni; l’estensione esplicita degli indennizzi anche agli allevatori, non solo ai Comuni o in forma indiretta, ma a chi subisce il danno reale sulla produzione; e che venga riconosciuto lo stress animale come causa di perdita produttiva, perché è un fatto tecnico, veterinario ed economico, non un’opinione”.
“La Sardegna ha già dato troppo in termini di servitù militari: non può continuare a pagare con il latte che manca, con il reddito che crolla e il silenzio delle istituzioni”, ha concluso Piana. “Se non arriveranno risposte rapide e concrete, il Centro studi agricoli si riserva di formalizzare le segnalazioni agli enti competenti, nazionali e regionali, e di sostenere ogni iniziativa utile alla tutela degli allevatori coinvolti. Chi lavora nelle campagne non può essere l’ultima ruota del carro della difesa nazionale. E su questo, come sempre, non faremo passi indietro”.
Mercoledì, 18 marzo 2026