Normativa bertovelli e indennizzi cormorani, il Consorzio di Marceddì: “Pronti a scendere in piazza”
12 Febbraio 2026
Il presidente Antonio Loi annuncia la mobilitazione delle marinerie
Marceddì
Terralba
Il presidente Antonio Loi annuncia la mobilitazione delle marinerie
“La categoria è ormai stanca di subire l’inefficienza di una politica distante dalla realtà produttiva. Tutte le marinerie si stanno mobilitando per manifestare davanti al Palazzo della Regione”. È l’annuncio del Consorzio delle cooperative riunite di Marceddì, che annuncia un nuovo stato di agitazione per protestare contro i ritardi sugli indennizzi per le criticità causate dai cormorani e la normativa per la pesca con i bertovelli.
“L’obiettivo è rivendicare il rispetto dovuto a una categoria che rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia dell’isola”, ha commentato il presidente Antonio Loi. “Non siamo più disposti ad accettare passivamente questa situazione: la pesca merita risposte concrete e immediate”
Diverse le problematiche segnalate dal Consorzio, che, animato da profonda preoccupazione, chiede l’intervento della Regione. “Si parte dall’emergenza legata agli indennizzi sulla questione cormorani”, commenta il presidente. “È inaccettabile che, dopo oltre un anno, la Regione Sardegna trattenga ancora i fondi destinati ai ristori per i danni subiti nel settore a causa dei cormorani. Nonostante i numerosi incontri con gli assessorati competenti (Ambiente e Agricoltura), le promesse fatte non sono state mantenute, lasciando i lavoratori senza il sostegno economico dovuto”.
Criticità anche sul fronte delle normative legate alla pesca con bertovelli. “Tale regolamentazione, scritta senza alcuna consultazione con chi vive di pesca, limita l’attività nel periodo compreso tra il 1° ottobre e il 31 dicembre. Si tratta di un errore tecnico gravissimo: è ormai noto che il periodo di pesca è cambiato spostandosi da novembre a gennaio, proprio in questo lasso di tempo, che si concentra la pesca di anguille e gamberetti. Impedire il lavoro in questi mesi significa condannare le famiglie dei pescatori a una gravissima crisi economica, rendendo impossibile il soddisfacimento dei bisogni primari. Per tanto, chiediamo con forza che la normativa sia modificata al periodo che va dal 1° di novembre al 31 di gennaio”, conclude il presidente del Consorzio.
Giovedì, 12 febbraio 2026