Lotta al granchio blu: in primavera parte la pesca selettiva delle femmine a S’Ena Arrubiu
12 Febbraio 2026
Medsea, Legacoop e consorzi di pesca in campo contro le specie aliene
Il granchio blu
Arborea
Medsea, Legacoop e consorzi di pesca in campo contro le specie aliene
Partirà in primavera con la pesca selettiva delle femmine nel sito pilota di S’Ena Arrubia il nuovo percorso di lotta contro il granchio blu, che vede in campo Medsea, Legacoop e i consorzi di pesca, nell’ambito del progetto Ricrea.
Inserito nell’ambito dell’aggiornamento dei Contratti di transizione ecologica, l’iniziativa ha come obiettivo la promozione di un’attenzione specifica allo sviluppo sostenibile e l’adattamento ai cambiamenti ambientali nei territori.
Accanto alla revisione strategica del Programma delle Azioni del Contratto, sono state avviate azioni operative mirate, tra cui il contrasto alle specie aliene e l’attivazione di un osservatorio sulle zone umide, strumenti fondamentali per affrontare in modo strutturato le criticità che interessano le lagune.
Il primo incontro operativo – che si è tenuto presso la sede di Legacoop Sardegna di Oristano lo scorso martedì – apre un percorso che prevede almeno tre appuntamenti nel tempo. Al centro del confronto, il granchio blu e la noce di mare, che minacciano la biodiversità locale e l’economia ittica del territorio.
“Il granchio blu (Callinectes sapidus), specie originaria dell’Atlantico occidentale, è entrato nelle lagune della Sardegna circa dieci anni fa ed è oggi stabilmente presente nell’Oristanese”, si legge nella nota della Medsea Foundation. “La sua diffusione è stata rapida, favorita dalle caratteristiche ambientali delle lagune costiere. Tuttavia, gli effetti non sono uniformi: a seconda della laguna cambiano impatti e criticità. In alcuni contesti si registrano danni rilevanti alle reti da pesca e pressioni sulle popolazioni di vongole, muggini e anguille; in altri l’impatto risulta più contenuto o gestibile. Questa variabilità richiede un approccio differenziato, calibrato sulle specificità di ciascun ecosistema”.
Tra le azioni maggiormente condivise emerge prioritaria la pesca selettiva delle femmine di granchio blu nel sito pilota di S’Ena Arrubia, misura pensata per intervenire sulla capacità riproduttiva della specie. L’intervento prenderà avvio tra aprile e maggio, con la costruzione delle nasse dedicate da parte dei pescatori, in un’ottica di contenimento mirato e controllato.
Il percorso è frutto di un confronto concertato tra Medsea, Legacoop Sardegna, Consorzio Mediterraneo, l’ente di ricerca coinvolto e i presidenti e pescatori locali dei consorzi di pesca degli stagni dell’oristanese.
All’incontro hanno partecipato Piera Pala e Francesca Etzi per MEDSEA, Mauro Steri e Gabriele Chessa per Legacoop Sardegna e DataCoop, con l’ampia e significativa adesione di numerosi operatori del territorio, il cui contributo ha rappresentato un valore determinante per il percorso condiviso.
“La gestione delle specie aliene richiede responsabilità condivisa e decisioni basate su dati solidi. In questo percorso è centrale il ruolo di Legacoop Sardegna e dei pescatori, protagonisti attivi nella tutela delle lagune e nella costruzione di soluzioni concrete. Ci auguriamo che la misura di contrasto produca dati coerenti e validati, utili a orientare scelte future sempre più efficaci”, sottolinea Piera Pala, presidente della Fondazione MEDSEA.
“Le nuove sfide a cui le imprese di pesca sono chiamate a rispondere, come i cambiamenti climatici e il proliferare di specie alloctone, possono essere fronteggiate unicamente con una sempre maggiore collaborazione tra operatori della pesca e loro rappresentanze, ricerca scientifica e Enti che operano per la tutela degli ambienti marini e costieri. Solo con un approccio realmente dal basso che veda partecipi tutti i portatori di interesse, come fatto in questa occasione assieme alla Fondazione MEDSEA, si possono costruire soluzioni condivise e a lungo termine”, afferma Mauro Steri, responsabile del settore pesca e acquacoltura di Legacoop Sardegna.
“La collaborazione tra Legacoop, Consorzio Mediterraneo e MEDSEA può essere la strada giusta per trovare soluzioni condivise ai problemi che colpiscono le lagune dell’Oristanese. Mettendo a fattore comune la nostra esperienza e gli studi scientifici si possono trovare metodi di gestione che limitino il proliferare di queste specie”, afferma Simone Dessì, Presidente della Cooperativa Corru S’Ittiri di Terralba (Or).
“Il nostro coinvolgimento diretto nelle azioni di studio e di contrasto alla presenza del granchio blu è fondamentale per arrivare a delle soluzioni che possano essere praticabili, per questo siamo disponibili a mettere in essere collaborazioni con enti di ricerca scientifica volte a risolvere le problematiche in essere”, afferma Daniele Colombu, presidente della Cooperativa Torrevecchia di Arborea.
“Promuovere azioni di marketing per la vendita del granchio blu e approfondire gli studi contro la proliferazione della noce di mare sono le strade da percorrere”, afferma Alessandro Porcu, socio della Cooperativa Pescatori S’Andrea di Arborea.
MEDSEA Foundation. La Fondazione Medsea lavora per la tutela e il ripristino degli ecosistemi marino costieri con l’obiettivo di accelerare sul processo di transizione ecologica per arrestare la perdita di biodiversità nel Mediterraneo e adattarsi ai cambiamenti climatici.
Dal 2015 ad oggi, Medsea ha lavorato in oltre 12 Paesi del Bacino Mediterraneo con più di 100 partners, tra le più importanti ONG internazionali di conservazione della natura, Università ed Istituti di ricerca, e porta avanti ampie campagne di riforestazione a mare (Una Foresta Marina) e a terra (Hope for Sennariolo). MEDSEA è una fondazione privata accreditata all’UNEP (United Nations Environment Programme).
Giovedì, 12 febbraio 2026