Coda di Lupo: quindici anni a costruire ponti tra l’Europa, il Terralbese e il Medio Campidano
18 Febbraio 2026
L'impegno a favore dei giovani
Terralba
L’impegno a favore dei giovani
A volte le trasformazioni più significative nascono dall’incontro tra competenze professionali e bisogni concreti del territorio. È quello che accade da una quindicina di anni nella Piana di Terralba, dove l’Associazione di promozione sociale “Coda di Lupo” lavora per connettere le opportunità europee alle comunità locali, con particolare attenzione ai giovani e alle persone in difficoltà.
L’associazione opera in collaborazione con il Comune di Terralba, il Centro di salute mentale di Ales-Terralba e il CPIA n.4 di Terralba, sviluppando progetti di continuità europea che vanno ben oltre il semplice lavoro amministrativo: si tratta di costruire ponti concreti tra le istituzioni europee e chi vive situazioni di fragilità, tra le opportunità di formazione all’estero e i ragazzi che non credono di meritarle.
«Terralba è un luogo molto favorevole per i progetti che portiamo avanti», spiega Elena Frau, una delle professioniste dell’associazione, «offre gli stessi vantaggi della città ma con una dimensione più umana. Qui il senso di comunità è forte ed è un valore aggiunto».
Ma l’attività di “Coda di Lupo” non si limita a un solo comune. Sono numerosi i centri della Piana e del Medio Campidano che hanno scelto di collaborare attraverso partnership in vari progetti. Il lavoro dell’Associazione è particolarmente apprezzato dalle istituzioni. Spesso, infatti, l’Assessorato della Pubblica Istruzione Regionale ne sostiene le attività, non solo per accompagnare i giovani che vogliono partire nei progetti europei, ma soprattutto per aiutare chi non ha fiducia a credere in sé stesso e nelle proprie capacità. Un impegno delicato che richiede pazienza, competenza e quella sensibilità umana che fa la differenza nel lavoro educativo.
L’obiettivo dell’Associazione “Coda di Lupo” è chiaro: fornire opportunità ed esperienze educative laddove queste non esistono, soprattutto per gli adolescenti e i giovani tra i 14 e i 35 anni.
«Vogliamo far capire loro che esistono diverse modalità per stare insieme ai propri pari e vivere il proprio tempo libero in modo consapevole e stimolante», spiega Elena Frau, che ha deciso di accogliere la complessa sfida di offrire alternative e opportunità concrete ai giovani delle aree interne, troppo spesso dimenticati dalle grandi narrazioni sulle opportunità e sulla mobilità giovanile.
Dietro questo lavoro ci sono professionisti che hanno scelto di mettere le proprie competenze, dalla progettazione europea alla consulenza tecnica, al servizio del territorio, dimostrando che i percorsi più significativi sono quelli che rispondono ai bisogni reali delle comunità. [ Francesca Trebino ]
Mercoledì, 18 febbraio 2026